Kate ormai glielo aveva detto. Sapeva quanto Carne era ossessivo quando ci si metteva ed ormai ci si era messo. Era solo questione di tempo, non avrebbe resistito a lungo, prima o poi glielo avrebbe detto. Tanto valeva dirglielo e lo aveva fatto. Lei si era beccata un bel cazzotto sul muso ma a Jason sarebbe andata molto peggio, su questo non aveva dubbi.
I due vecchi, per il timore di essere ascoltati, preferivano non parlare più... fecero finta di aspettare il tè. Entrambi però pensavano di raccontare perchè erano lì, a piedi, in mezzo alla campagna... la loro storia era talmente insolita che non avrebbero avuto difficoltà ad essere creduti. Sapevano che tra Jason e Carne non era mai corso buon sangue ma non sapevano che Jason si fosse scopato Kate mentre Carne era rinchiuso nella clinica e non sapevano nemmeno che fosse stato lo stesso Jason, con prove false di follia, a farlo internare. Se lo avessero saputo non avrebbero certo spifferato tutto.
"Cazzo! Questa non ci voleva!"
"Ti capiamo, persino noi, in passato, non siamo riusciti ad eliminarlo!"
"Ma non è vostro figlio?"
"Nostro, no. Suo."
"Sì, mio. E allora?"
"Un bel figlio di puttana!" mormorò Jason "non sente nemmeno la necessità di giustificarsi!"
"Prego? sono un po' sordo"
"Ho detto che è un grande figlio di puttana"
"Sono d'accordo con te"
"Peggy, devo andarmene, ho un impegno improvviso"
"Torni presto?" la voce arrivava dalla cucina da cui arrivava un profumo di tè verde.
"Non aspettarmi, forse faccio tardi"
"Veniamo con te?"
"No, sull'Aston Martin non c'è posto, se volete andarvene prendete il treno" il tono era sgarbato ma non dimenticò di dare loro una fotocopia con le indicazioni per raggiungere la stazione più vicina.
"Jump off the West platform and walk out the small laneway. Turn right and ride for around 3/4 mile, turn left at big intersection and ride towards A2. Cross the A2 and you will run straight into the circuit."
"Queste sono le istruzioni per venire qui"
"Ma noi dobbiamo andare là"
"E' sufficiente leggere le istruzioni alla rovescia... no non così!"
"Adesso ho capito"
"Guarda che siamo soli, smettila di fare il coglione"
"Non facevo il coglione"
"Allora lo sei"
"Fanculo"
"Prego?" disse la voce dalla cucina.
"No, niente, stavamo pensando di attraversare la A2, raggiungere l'incrocio, girare a destra..."
"... e poi dopo poco più di un chilometro raggiungere la stazione di Shepherds Well... no, lasciate perdere, vi porto io... alla vostra età è meglio andarci in macchina. Andate a Dover o a Londra?"
"Questa qui fa troppe domande?"
"Ne ha fatta una sola"
"A me sembravano due"
"E invece era una, è come se avesse chiesto in quale direzione vogliamo andare"
"Hai ragione ma a me sono sembrate due"
"Allora, avete deciso in quale direzione volete andare?"
"Hai ragione, era una sola"
"E' gentile, mi pare"
"Stai pensando alle sue tette!"
"Cosa le rispondiamo?"
"Londra!"
"Londra? ho capito bene?"
"Sì, gentile signora, Londra"
"Ho il timore che dovrete aspettare domani mattina, l'ultimo treno per Londra è passato poco fa. Non preoccupatevi vi preparo da dormire"
"Perchè non le diciamo che ha capito male, che vogliamo andare a Dover?"
"A fare cosa?
"Perchè dovrebbe chiederlo"
"Non hai capito, io ho chiesto a te cosa dovremmo andare a fare a Dover"
"A Dover? Niente, cosa vuoi che abbiamo da fare a Dover?"
"Ricominciamo da capo. Noi-andiamo-a-Londra. A Londra temo che avremo da fare parecchio."
"Ho capito, non si va a Dover perchè a Dover-non-c'è-niente-da-fare"
"Esatto."
Nella stanza degli ospiti Peggy stava togliendo quattro vecchie lenzuola di canapa da un cassettone di mogano.
giovedì 14 febbraio 2008
Aforismi
"Questa storia sarà un successo!"
"Come fai a dirlo?"
"Uno dei presupposti del successo è la mediocrità"
"Come fai a dirlo?"
"Uno dei presupposti del successo è la mediocrità"
Twin set
"Perchè non hai mai detto a Kate dove era Carne?"
"Perchè non glielo hai detto tu?"
"Non lo so, ma abbiamo messo in piedi un bel casino"
"Speriamo bene"
"Sei diventato fatalista?"
"No, ma cosa possiamo fare noi due poveri vecchi?"
"Mi stai pigliando per il culo?"
"Scusami, spesso la parte che recitiamo mi prende la mano, mi ero dimenticato che siamo soli"
"Soli? Guarda che siamo ospiti di Peggy e Peggy è una che non la conta giusta... è riuscita a far perdere le sue tracce per anni, non potrebbe essere una dei nostri?"
"E se fosse una dei loro?"
"E se ci ascoltassero?"
"E se te ne andassi affanculo?"
"Perchè non glielo hai detto tu?"
"Non lo so, ma abbiamo messo in piedi un bel casino"
"Speriamo bene"
"Sei diventato fatalista?"
"No, ma cosa possiamo fare noi due poveri vecchi?"
"Mi stai pigliando per il culo?"
"Scusami, spesso la parte che recitiamo mi prende la mano, mi ero dimenticato che siamo soli"
"Soli? Guarda che siamo ospiti di Peggy e Peggy è una che non la conta giusta... è riuscita a far perdere le sue tracce per anni, non potrebbe essere una dei nostri?"
"E se fosse una dei loro?"
"E se ci ascoltassero?"
"E se te ne andassi affanculo?"
Finalmente la verità
"D'accordo, così la finisci. Sono Kate."
"Non potevi dirmelo subito?"
"No, non potevo. Non sapevo come avresti reagito."
"Come avrei dovuto reagire?"
"Se ti avessi raccontato subito tutto ti saresti incazzato"
"Tutto? non mi hai ancora raccontato niente"
"Ora lo faccio, ma non incazzarti."
"Ci proverò"
"Ho avuto un marito"
"Io no"
"Poi ho avuto una storia con Big Jimmy"
"Lo avevo capito"
"E contemporaneamente un'altra storia..."
"Cazzo, non eri così una volta!"
"E' passato del tempo..."
"Nessuno ti ha chiesto niente"
"Sì, ma questa volta era amore!"
"Dimmi anche che sei una donna e così completi il quadro... e lo sfortunato di turno chi era?"
"Giura che non ti incazzi"
"Cercherò"
"Jason"
Carne, 195 centimetri di altezza per 112 chili, non avrebbe mai fatto male ad una mosca ma Kate non era una mosca. La stese con un violento pugno.
"Allora mi ama!" mormorò Kate pulendosi col dorso della mano le labbra spaccate piene di sangue.
"Non potevi dirmelo subito?"
"No, non potevo. Non sapevo come avresti reagito."
"Come avrei dovuto reagire?"
"Se ti avessi raccontato subito tutto ti saresti incazzato"
"Tutto? non mi hai ancora raccontato niente"
"Ora lo faccio, ma non incazzarti."
"Ci proverò"
"Ho avuto un marito"
"Io no"
"Poi ho avuto una storia con Big Jimmy"
"Lo avevo capito"
"E contemporaneamente un'altra storia..."
"Cazzo, non eri così una volta!"
"E' passato del tempo..."
"Nessuno ti ha chiesto niente"
"Sì, ma questa volta era amore!"
"Dimmi anche che sei una donna e così completi il quadro... e lo sfortunato di turno chi era?"
"Giura che non ti incazzi"
"Cercherò"
"Jason"
Carne, 195 centimetri di altezza per 112 chili, non avrebbe mai fatto male ad una mosca ma Kate non era una mosca. La stese con un violento pugno.
"Allora mi ama!" mormorò Kate pulendosi col dorso della mano le labbra spaccate piene di sangue.
"Va bene, quando avremo un po' di tempo ti farò rimangiare quello che hai detto. E se per caso hai una sorella, anche a lei! Adesso parla." Era ovvio che l'eccitazione era svanita, meglio così, non avrebbe corso altri rischi.
"Tu sei sparito e Kate era disperata. Non sapeva cosa fare. I due vecchi, gli unici che sapevano sempre tutto, stavano rincoglionendo e non sapevano più niente (o almeno così cercavano di fare credere. L'unico che su cui potè contare in quel periodo fu un ispettore di polizia, un caro ragazzo, tanto caro che un bel giorno se lo sposò. Pochi mesi più tardi nacquero due gemelle, una storia che a casa nostra si è ripetuta spesso."
"Dove sono ora?"
"Te lo dirò più tardi"
"John, il marito di Kate, aveva un'altra storia che andava avanti dal giorno del matrimonio e Kate un giorno se ne accorse. Non ebbe dubbi sul da farsi. Vestì le due bimbe e disse loro andiamo. Avevano appena iniziato a camminare ma si alzarono e la seguirono. Kate cercò lavoro e lo trovò, scoprì che fare la cameriera in un pub non era poi così difficile. La parte più difficile venne quando il proprietario, sì quello grosso che hai visto a Greenwich, si innamorò di lei. Kate cercò di convincerlo che lei non lo amava, che stava aspettando un cavaliere su un destriero bianco che sarebbe arrivato presto a riprendersela... Contemporaneamente John Miller, l'ex-marito poliziotto, era sempre nei paraggi a chiedere scusa... e poi le mancava il tempo per andare a trovare le due bimbe... io sapevo tutto perchè Greg, un vero amico, mi raccontava tutto. A quel punto presi/prendemmo una decisione. Io avrei sostituito Kate. Col mio carattere, ben diverso da quello di mia sorella, avrei sistemato tutto e tutti, avrei rimesso le cose in ordine e poi sarei tornata alla mia vita di sempre..."
"Mi stai pigliando per il culo?"
"Ti sbagli"
"Questa è la trama di una telenovela brasiliana che ho visto, quando ero a Lydden Hill, su Channel Four!"
"Coincidenze!"
"Coincidenze un cazzo! Ora dimmi la verità"
"Tu sei sparito e Kate era disperata. Non sapeva cosa fare. I due vecchi, gli unici che sapevano sempre tutto, stavano rincoglionendo e non sapevano più niente (o almeno così cercavano di fare credere. L'unico che su cui potè contare in quel periodo fu un ispettore di polizia, un caro ragazzo, tanto caro che un bel giorno se lo sposò. Pochi mesi più tardi nacquero due gemelle, una storia che a casa nostra si è ripetuta spesso."
"Dove sono ora?"
"Te lo dirò più tardi"
"John, il marito di Kate, aveva un'altra storia che andava avanti dal giorno del matrimonio e Kate un giorno se ne accorse. Non ebbe dubbi sul da farsi. Vestì le due bimbe e disse loro andiamo. Avevano appena iniziato a camminare ma si alzarono e la seguirono. Kate cercò lavoro e lo trovò, scoprì che fare la cameriera in un pub non era poi così difficile. La parte più difficile venne quando il proprietario, sì quello grosso che hai visto a Greenwich, si innamorò di lei. Kate cercò di convincerlo che lei non lo amava, che stava aspettando un cavaliere su un destriero bianco che sarebbe arrivato presto a riprendersela... Contemporaneamente John Miller, l'ex-marito poliziotto, era sempre nei paraggi a chiedere scusa... e poi le mancava il tempo per andare a trovare le due bimbe... io sapevo tutto perchè Greg, un vero amico, mi raccontava tutto. A quel punto presi/prendemmo una decisione. Io avrei sostituito Kate. Col mio carattere, ben diverso da quello di mia sorella, avrei sistemato tutto e tutti, avrei rimesso le cose in ordine e poi sarei tornata alla mia vita di sempre..."
"Mi stai pigliando per il culo?"
"Ti sbagli"
"Questa è la trama di una telenovela brasiliana che ho visto, quando ero a Lydden Hill, su Channel Four!"
"Coincidenze!"
"Coincidenze un cazzo! Ora dimmi la verità"
Alla ricerca della prova
C'era qualcosa in lei che non andava. Ora che sapeva parte della verità si accorse di avere percepito qualcosa ma di avere sottovalutato le sue sensazioni soprattutto quando Kate aveva salutato Big Jimmy, la fretta di andarsene, i suoi silenzi e la sua reticenza, la sua mancanza di emozioni nel rivederlo dopo anni di lontananza...
"Lei dice che non è Kate. Greg mi dice di stare attento a Kate. Ma Greg non conosce l'altra Kate, quindi chiama Kate l'unica Kate che conosce che peraltro potrebbe essere l'unica Kate. Potrei farle delle domande su cose che abbiamo fatto insieme. Potrei chiederle di quella volta che abbiamo fatto sesso. Lei direbbe che non c'è mai stato niente tra di noi anche se, nel caso sia Kate, le sarebbe sufficiente negarlo per confondere le acque... prima di andare avanti ho bisogno di certezze" Carne cercava un percorso logico per sapere chi aveva davvero davanti.
"La piccola ferita di Camberwell Green!" pensò, certo di essere vicino alla verità.
La prese per un braccio e cercò la cicatrice.
"Stai cercando la ferita dell'H.B. Mutans?"
"Voglio sapere chi sei"
"Te l'ho detto"
"Non mi fido"
"Ecco, allora!" disse Kate (finchè non c'è la prova che non lo sia continueremo a chiamarla Kate) scoprendosi il braccio.
"Sei Kate!" disse Carne accarezzando la piccola cicatrice.
"Scemo! Senza quella non saremmo identiche. Kate mi ha raccontato di quella sera, mi ha fatto vedere la piccola cicatrice e io mi sono subito procurata una piccola ferita. Il risultato è identico"
Carne continuava a fare scivolare il polpastrello sulla carne liscia del braccio, salendo verso l'ascella.
"Non pensarci nemmeno!" disse Kate, ma ormai Carne aveva raggiunto con la mano sinistra l'attaccatura del seno mentre con la destra stava giocherellando con il primo bottone della camicia.
"Ti ho detto di no!"
"Attenta, uso la ruota!"
I turisti si scambiavano opinioni sulla scena che sembrava loro molto realistica.
"Fai quello che vuoi, tanto tra meno di un minuto avremo finito"
"Allora sei Kate! Sapevo che prima o poi me lo avresti rinfacciato"
"Me lo ha raccontato Kate, vuoi che due sorelle, per giunta gemelle, non si raccontino queste cose?"
"Brutte puttane!" pensò Carne senza accorgersi che l'uso del plurale derivava dal fatto che stava cominciando a credere alla ragazza.
"Lei dice che non è Kate. Greg mi dice di stare attento a Kate. Ma Greg non conosce l'altra Kate, quindi chiama Kate l'unica Kate che conosce che peraltro potrebbe essere l'unica Kate. Potrei farle delle domande su cose che abbiamo fatto insieme. Potrei chiederle di quella volta che abbiamo fatto sesso. Lei direbbe che non c'è mai stato niente tra di noi anche se, nel caso sia Kate, le sarebbe sufficiente negarlo per confondere le acque... prima di andare avanti ho bisogno di certezze" Carne cercava un percorso logico per sapere chi aveva davvero davanti.
"La piccola ferita di Camberwell Green!" pensò, certo di essere vicino alla verità.
La prese per un braccio e cercò la cicatrice.
"Stai cercando la ferita dell'H.B. Mutans?"
"Voglio sapere chi sei"
"Te l'ho detto"
"Non mi fido"
"Ecco, allora!" disse Kate (finchè non c'è la prova che non lo sia continueremo a chiamarla Kate) scoprendosi il braccio.
"Sei Kate!" disse Carne accarezzando la piccola cicatrice.
"Scemo! Senza quella non saremmo identiche. Kate mi ha raccontato di quella sera, mi ha fatto vedere la piccola cicatrice e io mi sono subito procurata una piccola ferita. Il risultato è identico"
Carne continuava a fare scivolare il polpastrello sulla carne liscia del braccio, salendo verso l'ascella.
"Non pensarci nemmeno!" disse Kate, ma ormai Carne aveva raggiunto con la mano sinistra l'attaccatura del seno mentre con la destra stava giocherellando con il primo bottone della camicia.
"Ti ho detto di no!"
"Attenta, uso la ruota!"
I turisti si scambiavano opinioni sulla scena che sembrava loro molto realistica.
"Fai quello che vuoi, tanto tra meno di un minuto avremo finito"
"Allora sei Kate! Sapevo che prima o poi me lo avresti rinfacciato"
"Me lo ha raccontato Kate, vuoi che due sorelle, per giunta gemelle, non si raccontino queste cose?"
"Brutte puttane!" pensò Carne senza accorgersi che l'uso del plurale derivava dal fatto che stava cominciando a credere alla ragazza.
mercoledì 13 febbraio 2008
Twins
Un fascio di luce illuminava fiocamente un cumulo di teschi e il terreno umido coperto di muschio. Kate aveva appena detto di non essere Kate.
"Lo sapevo"
"E hai aspettato finora a dirmelo?"
"Speravo fossi tu a farlo"
"Sono una donna"
Già, era una donna, su questo non c'erano dubbi. Attraente per giunta, e questo complicava le cose. Comunque si poteva fare, cioè poteva cercare di farsela. Se li avessero sorpresi avrebbe potuto dire che quel luogo macabro li aveva eccitati, che non era colpa loro ma di Eros e Thanatos... poi loro gli avrebbero chiesto chi erano e lui avrebbe avuto difficoltà a spiegarlo...
Ci pensò Kate a risolvere il problema.
"Non pensarci nemmeno!"
"Pazienza..." mormorò rassegnato Carne, abituato da anni alla castità forzata.
"Chi sei?" ricominciò.
"E' una storia lunga"
"Abbiamo tempo"
"Bene. Cominciamo da quando tu sei sparito"
"Da quando un bastardo figlio di puttana mi ha fatto rinchiudere"
"Cominciamo da allora. Mia sorella era disperata..."
"Tua sorella?"
"Kate, mia sorella gemella, siamo identiche, come due gocce d'acqua"
"Lo sapevo"
"E hai aspettato finora a dirmelo?"
"Speravo fossi tu a farlo"
"Sono una donna"
Già, era una donna, su questo non c'erano dubbi. Attraente per giunta, e questo complicava le cose. Comunque si poteva fare, cioè poteva cercare di farsela. Se li avessero sorpresi avrebbe potuto dire che quel luogo macabro li aveva eccitati, che non era colpa loro ma di Eros e Thanatos... poi loro gli avrebbero chiesto chi erano e lui avrebbe avuto difficoltà a spiegarlo...
Ci pensò Kate a risolvere il problema.
"Non pensarci nemmeno!"
"Pazienza..." mormorò rassegnato Carne, abituato da anni alla castità forzata.
"Chi sei?" ricominciò.
"E' una storia lunga"
"Abbiamo tempo"
"Bene. Cominciamo da quando tu sei sparito"
"Da quando un bastardo figlio di puttana mi ha fatto rinchiudere"
"Cominciamo da allora. Mia sorella era disperata..."
"Tua sorella?"
"Kate, mia sorella gemella, siamo identiche, come due gocce d'acqua"
Visita al museo
Uscirono dalla stazione e si diressero a piedi verso il centro, superarono l'oscuro sottopassaggio e svoltarono a sinistra in Tooley Street, verso il London Bridge. Carne aspettò Kate, la prese per mano e la spinse nel Dungeon, il museo della tortura dedicato al turismo spicciolo ricavato all'interno del muraglione della ferrovia.
"Perchè qui?"
"Ci stanno seguendo"
"15,95 prego"
"Siamo in due"
"Due adulti, 31,90"
"Grazie" allungò due biglietti da venti, sperando che non gli chiedessero se glieli aveva dati Greg.
"You have been tried and sentenced, now you must accept your fate and let the hangman guide you to the end" disse l'uomo a Kate.
"Non mi piace questo posto"
"Non avevo scelta"
"Chi ci seguiva?"
"Nessuno"
"E allora?"
"Qui ho gli strumenti giusti per farti parlare"
"Sei matto?"
"Non provarci anche tu, a Lydden Hill ci hanno provato per anni"
"Cosa vuoi sapere?"
"Chi sei'"
"Sei matto?"
"Non fare la furba... guarda che ti allungo un po' con la ruota"
"No, la ruota no! e poi non era per i maschi?"
"C'è un precedente, ti sei dimenticata di Anne Askew, tu saresti la seconda, un bel record"
"Cosa vuoi sapere?"
"Chi sei?"
"Me lo hai già chiesto"
"Attenta... c'è la ruota!" disse alzando la voce.
I turisti si fermarono un attimo a godersi la scena... era così realistica...
"Hai vinto. Come hai fatto ad accorgertene?"
Carne non rispose e non parlò del messaggio di Greg. Sarebbe apparso meno onnisciente.
Kate cominciò a parlare.
"Non sono Kate" fu la prima cosa che disse.
"Perchè qui?"
"Ci stanno seguendo"
"15,95 prego"
"Siamo in due"
"Due adulti, 31,90"
"Grazie" allungò due biglietti da venti, sperando che non gli chiedessero se glieli aveva dati Greg.
"You have been tried and sentenced, now you must accept your fate and let the hangman guide you to the end" disse l'uomo a Kate.
"Non mi piace questo posto"
"Non avevo scelta"
"Chi ci seguiva?"
"Nessuno"
"E allora?"
"Qui ho gli strumenti giusti per farti parlare"
"Sei matto?"
"Non provarci anche tu, a Lydden Hill ci hanno provato per anni"
"Cosa vuoi sapere?"
"Chi sei'"
"Sei matto?"
"Non fare la furba... guarda che ti allungo un po' con la ruota"
"No, la ruota no! e poi non era per i maschi?"
"C'è un precedente, ti sei dimenticata di Anne Askew, tu saresti la seconda, un bel record"
"Cosa vuoi sapere?"
"Chi sei?"
"Me lo hai già chiesto"
"Attenta... c'è la ruota!" disse alzando la voce.
I turisti si fermarono un attimo a godersi la scena... era così realistica...
"Hai vinto. Come hai fatto ad accorgertene?"
Carne non rispose e non parlò del messaggio di Greg. Sarebbe apparso meno onnisciente.
Kate cominciò a parlare.
"Non sono Kate" fu la prima cosa che disse.
Stai attento!
"Stai attento a Kate" diceva il messaggio di Greg.
"Perchè dovrei diffidare di Kate dopo tutto quello che abbiamo affrontato insieme?" pensò Carne.
"Perchè è una donna" gli avrebbero detto in molti.
"Ma Kate è diversa" avrebbe risposto lui.
"Dicono tutti così" avrebbero concluso i molti.
"Destinazione, prego?" la voce del bigliettario lo distolse dai suoi pensieri.
"London Bridge, grazie"
"Otto sterline, prego"
"Ecco a lei" e gli porse il biglietto da venti.
"Glielo ha dato Greg?" sussurrò il bigliettario.
"Sì, come fa a saperlo'"
"Non si preoccupi" disse il bigliettario allungandogli, insieme ai biglietti, otto sterline di resto.
"Solo otto?"
"Si faccia bene i suoi conti e vedrà che il resto è giusto... quattro a testa"
"Intende dire che a caval donato non si guarda in bocca?"
"Più o meno... oppure prendere o lasciare"
Comprese e prese. A fronte di un venti falso aveva ricevuto due biglietti per Londra e otto sterline, cosa poteva volere di più? Forse essere avvertito in anticipo ma Greg era fatto così, molto probabilmente in quel momento stava sghignazzando.
In quel momento il treno entrò in stazione. Salirono e trovarono posto sulla destra, lato Tamigi. Arrivò una donna di colore, chiese loro i biglietti, li guardò e alzò gli occhi al cielo.
"Ancora? Quel bastardo non la smetterà mai. Signore questi biglietti hanno la data di ieri, sono scaduti. Devo pregarla di farne altri due. Otto sterline, prego."
"Ecco a lei. Otto monete da una sterlina. Queste sono buone, vero?"
"Dovrei assaggiarle per poterle rispondere"
"Meglio lasciare perdere" pensò ad alta voce Carne ritirando i biglietti dalla macchinetta che la donna portava attaccata al collo.
"Perdere? non è nel nostro DNA" mormorò Kate.
Dopo 31 minuti entravano nella stazione di London Bridge. Carne era ancora turbato dall'avvertimento di Greg.
"Perchè dovrei diffidare di Kate dopo tutto quello che abbiamo affrontato insieme?" pensò Carne.
"Perchè è una donna" gli avrebbero detto in molti.
"Ma Kate è diversa" avrebbe risposto lui.
"Dicono tutti così" avrebbero concluso i molti.
"Destinazione, prego?" la voce del bigliettario lo distolse dai suoi pensieri.
"London Bridge, grazie"
"Otto sterline, prego"
"Ecco a lei" e gli porse il biglietto da venti.
"Glielo ha dato Greg?" sussurrò il bigliettario.
"Sì, come fa a saperlo'"
"Non si preoccupi" disse il bigliettario allungandogli, insieme ai biglietti, otto sterline di resto.
"Solo otto?"
"Si faccia bene i suoi conti e vedrà che il resto è giusto... quattro a testa"
"Intende dire che a caval donato non si guarda in bocca?"
"Più o meno... oppure prendere o lasciare"
Comprese e prese. A fronte di un venti falso aveva ricevuto due biglietti per Londra e otto sterline, cosa poteva volere di più? Forse essere avvertito in anticipo ma Greg era fatto così, molto probabilmente in quel momento stava sghignazzando.
In quel momento il treno entrò in stazione. Salirono e trovarono posto sulla destra, lato Tamigi. Arrivò una donna di colore, chiese loro i biglietti, li guardò e alzò gli occhi al cielo.
"Ancora? Quel bastardo non la smetterà mai. Signore questi biglietti hanno la data di ieri, sono scaduti. Devo pregarla di farne altri due. Otto sterline, prego."
"Ecco a lei. Otto monete da una sterlina. Queste sono buone, vero?"
"Dovrei assaggiarle per poterle rispondere"
"Meglio lasciare perdere" pensò ad alta voce Carne ritirando i biglietti dalla macchinetta che la donna portava attaccata al collo.
"Perdere? non è nel nostro DNA" mormorò Kate.
Dopo 31 minuti entravano nella stazione di London Bridge. Carne era ancora turbato dall'avvertimento di Greg.
Twin set
Una volta entrati, i due ospiti furono lasciati per un attimo soli nella piccola saletta da the.
"Non ti ha neanche riconosciuto"
"Finge, di non riconoscermi..."
"Figurati! Tutta quella storia delle mutandine con i volant, la tuta...
Tutte balle. Continui a raccontarmi le tue fantomatiche imprese amatorie di quando eri giovane, ma sono tutte balle"
"C'eri anche tu, cazzone"
"Io non mi ricordo"
"Cazzone arteriosclerotico"
"Fanculo"
"Comunque ha ancora due belle tette, no?"
"Non ti piaccio più?"
"No"
"Non ti ha neanche riconosciuto"
"Finge, di non riconoscermi..."
"Figurati! Tutta quella storia delle mutandine con i volant, la tuta...
Tutte balle. Continui a raccontarmi le tue fantomatiche imprese amatorie di quando eri giovane, ma sono tutte balle"
"C'eri anche tu, cazzone"
"Io non mi ricordo"
"Cazzone arteriosclerotico"
"Fanculo"
"Comunque ha ancora due belle tette, no?"
"Non ti piaccio più?"
"No"
4'34"
La vecchia Aston Martin DB4 GTZ girava rabbiosamente tra le curve del circuito.
Jason Spengler, vestito in un elegante completo di tweed, reggeva il cronometro.
L'Aston Marin passò la linea del taguardo e si fermò vicino alla rinessa. Peggy scese e togliendosi il casco chiese a Jason:
"Allora, come sono andata?"
"4 e 34"
"Potevo staccare un po' più tardi nella curva di Pine Lodge. Comunque zio Martin nel '71 non faceva meno di 4 e 32"
"Rientriamo, si sta facendo freddino"
Fu allora che si accorsero dei due vecchietti che stavano applaudendo a circa dieci metri, al di là della staccionata.
A vederli così, un po' stanchi, con i loro bagagli e il loro abbigliamento un po' démodé, facevano tenerezza; sembravano solo due tranquilli pensionati un po' bislacchi.
Peggy si volse verso di loro con un sorriso
"Buongiorno!"
"Signorina, lei ha una guida splendida. Mi ricorda il vecchio Jackie Stewart!"
"Che simpatici vecchietti" mormorò Peggy incamminandosi verso di loro. Jason tentò di trattenerla, come guidato da un presentimento.
"Quella Aston è una bellezza!" disse Colui con un sorriso da Babbo Natale
"Mi chiamo Peggy Fuller"
"Ma non ci posso credere! - fece l'altro - Volete dirmi che siete la nipote del vecchio Martin?"
(A volte basta carpire un nome ed usarlo opportunamente)
"Conoscevate zio Martin?"
"Eravamo amici, molti anni fa" rispose, apprendendo con sollievo che zio Martin doveva essere morto.
"Ma vi prego, entrate per una tazza di the"
"... non vorremmo disturbare, lei è in compagnia..."
"Non lo dica neanche per scherzo, signor..."
"Anocleto Bisazza, al vosto servizio" disse Grande Merda togliendosi un ciancicato cappello alla Ellery Queen
L'altro disse semplicemente: "Enchanté"
Jason Spengler, vestito in un elegante completo di tweed, reggeva il cronometro.
L'Aston Marin passò la linea del taguardo e si fermò vicino alla rinessa. Peggy scese e togliendosi il casco chiese a Jason:
"Allora, come sono andata?"
"4 e 34"
"Potevo staccare un po' più tardi nella curva di Pine Lodge. Comunque zio Martin nel '71 non faceva meno di 4 e 32"
"Rientriamo, si sta facendo freddino"
Fu allora che si accorsero dei due vecchietti che stavano applaudendo a circa dieci metri, al di là della staccionata.
A vederli così, un po' stanchi, con i loro bagagli e il loro abbigliamento un po' démodé, facevano tenerezza; sembravano solo due tranquilli pensionati un po' bislacchi.
Peggy si volse verso di loro con un sorriso
"Buongiorno!"
"Signorina, lei ha una guida splendida. Mi ricorda il vecchio Jackie Stewart!"
"Che simpatici vecchietti" mormorò Peggy incamminandosi verso di loro. Jason tentò di trattenerla, come guidato da un presentimento.
"Quella Aston è una bellezza!" disse Colui con un sorriso da Babbo Natale
"Mi chiamo Peggy Fuller"
"Ma non ci posso credere! - fece l'altro - Volete dirmi che siete la nipote del vecchio Martin?"
(A volte basta carpire un nome ed usarlo opportunamente)
"Conoscevate zio Martin?"
"Eravamo amici, molti anni fa" rispose, apprendendo con sollievo che zio Martin doveva essere morto.
"Ma vi prego, entrate per una tazza di the"
"... non vorremmo disturbare, lei è in compagnia..."
"Non lo dica neanche per scherzo, signor..."
"Anocleto Bisazza, al vosto servizio" disse Grande Merda togliendosi un ciancicato cappello alla Ellery Queen
L'altro disse semplicemente: "Enchanté"
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