mercoledì 13 febbraio 2008

Nessuno risponde nello Yorkshire

"Non rispondono"
"Ha provato sui cellulari, Milady?"
"Io non uso quella robaccia, roba da gente che abita nell'east end!"
"Saranno usciti..."
"Non escono da anni! E adesso spariscono dopo aver fatto questa bravata. Leggete qua, Gwendaline, leggete: Lady Hinshelwood ormai non c'è più. Dopo il suo suicidio sono stati trovati pacchi di cambiali, ormai scadute, sottoscritte da giovani rampolli della buona società londinese che lei si dilettava a ricattare. I suoi creditori si sono dovuti accontentare dei pochi mobili rimasti e di qualche gioiello di poco conto".
"Che due vecchi impudenti"
"Di pure due maledetti figli di due grandissime troie"
"Milady!"
"Quei due dovranno versare lacrime e sangue, dovranno ammettere strisciando che sono viva e vegeta, ricca e potente. Trovali, Gwendaline! Trovali, e fammi sapere tutto di loro. Dove sono, cosa fanno, come vivono. Hanno cercato di mettermi fuori gioco, mai io concluderò i miei piani. Tu sposerai Monsieur Carnet e avrete l'esclusiva del CDC69. Ma quel che più mi preme... Voglio vedere quei due sacchi di vermi crepare in un ospizio!"

martedì 12 febbraio 2008

Ritorno a Londra

Carne, dopo avere indossato gli abiti che Greg gli aveva portato, aveva pronunciato il fatidico
"Andiamo!"
Kate non ebbe alcun dubbio sul da farsi.

"Non andare via"
"Devo"
"So solo che ti amo"
"Questa è la tua disgrazia"
"Aspetta, Kate... Se te ne vai, che sarà di me, che farò?"
"Francamente me ne infischio"
Big Jimmy sapeva che non era vero, sapeva anche che Kate lo amava, sapeva che lei, andandosene, lo stava proteggendo, anche se non intuiva da cosa. Sorrise debolmente, rassegnato, e l'abbracciò teneramente.
"Stai attenta!" le sussurrò, preoccupato.
"Anche tu!" fu la risposta, minacciosa.

Uscirono dal pub con passo sostenuto, lui davanti, lei dietro.
"Era ora che tu arrivassi!"
"Non ho potuto prima"
"Non hai voluto"
"Non ho potuto. Punto."
"Non ti credo"
"Non credermi. Cosa ci facevi piuttosto in quel pub?"
"Aspettavo te"
"Non ti credo"
"Adesso siamo uno pari"
"Andiamo ai rigori?"
"Comincia tu"
"Mi hanno rinchiuso in una clinica. Hanno cercato di farmi impazzire."
"Chi?"
"So chi è stato. Jason Spengler."
"Jason?"
Al rigore successivo la donna era pronta a raccontare tutto a Carne, sia la sua storia con Big Jimmy che il tradimento, nel piccolo appartamento di Soho, con Jason. Ora non poteva più farlo-
"Sì, quel bastardo! Ma ora tocca a me. Tu cosa hai fatto durante tutto questo tempo?"
"Niente di particolare, ho lavorato in una libreria antiquaria, un lavoro come un altro aspettando il tuo ritorno."
"E ti sei accontentata di Big Jimmy?"
"Cosa ne sai?"
"Ho visto delle lacrime nei suoi occhi"
"Non hai visto la rabbia nei miei"
"Rabbia?"
"Lascia perdere, un giorno te ne parlerò"

Dopo dieci minuti raggiunsero la stazione di Greenwich e aspettarono il treno per London Bridge
"Ci vuole il biglietto!"
"Vado a farlo"
Si mise in coda. Aspettando il suo turno infilò la mano nella tasca interna della giacca ed estrasse cinque banconote da venti sterline da una busta. Ne tenne una per pagare le 8 sterline dei due biglietti e ripose le altre ringraziando il cielo per avergli affibbiato come amico un malandrino generoso. Nell'altra tasca c'era il biglietto da visita: Gregory McFlaherty, Consulente. Su retro c'era una sola riga, scritta a mano:
"Stai attento a Kate. Buona fortuna."

Di nuovo insieme

"Anche l'ultima volta che ti ho visto eri in pigiama. Non ti sei più cambiato?" disse lei
"Non è esatto. Ho cambiato diversi abiti, ma erano tutti pigiami"
" Ti ci trovi bene?"
"Beh, quelli di flanella non sono tanto confortevoli"
"meglio la seta?"
"meglio"
"Per il resto?"
"Sembra che mi abbiano rimesso in pista"
"In pigiama?"
"E' temporaneo. E poi è un simbolo"

Arrivò Greg. Aveva rimediato solo un vecchio abito di vigogna grigia e un impermeabile.
"L'abito è non è un granchè... ma l'impermeabile è un Burberrys, lo deve avere dimenticato qualcuno."
Big Jimmy guardava Kate. Da sempre sapeva che non sarebbe mai stata sua. Sapeva che un giorno, prima o poi, sarebbe arrivato qualcuno che le avrebbe detto "andiamo" e lei sarebbe andata.
E sapeva che quel giorno era arrivato.

L'incontro

Decine di operai, falegnami, carpentieri, mastri d'ascia stavano lavorando alla ricostruzione del clipper. Lo scafo della nave si era salvato dall'incendio, non così il ponte superiore che era stato seriamente danneggiato. Probabilmente doloso, l'incendio - domato in poco più di 90 minuti - aveva eliminato una attrazione turistica della capitale ma soprattutto aveva ridotto le entrate del pub di Big Jimmy che ora doveva accontentarsi delle maestranze del restauro e solo durante l'intervallo del pranzo. Privato delle frotte di turisti che entravano dalla mattina alla sera il locale aveva un aspetto insolito, molto più simile a tutti gli altri pub dalle due e mezza del pomeriggio fino alle 7 di sera. Greg, una specie di enciclopedia di storie malandrine, non era sufficiente a rimpiazzare la confusione precedente.
Questa era la situazione nella quale stava per inserirsi un uomo in pigiama. Quest'ultimo evento venne percepito da Big Jimmy come un ulteriore segno del progressivo degrado di tutta la sua vita, il pub stava andando a puttane, la sua compagna era costretta a lavorare in una libreria, l'unico cliente su cui poteva contare era un briccone, un piccolo lestofante troppo ciarliero... e ora l'unico altro cliente arriva in pigiama, cose da non credersi.
La seta del pigiama brillava per la sua finezza, il tessuto era di grande qualità, i colori straordinari... il nuovo cliente poteva apparire bizzarro ma non andava sottovalutato.
"Posso esserle utile, signore?"
"Credo proprio di sì"
"Immagino che le serva un abito..."
"Perfetto, lei mi ha preceduto"
"Greg, hai un abito per questo gentiluomo?"
"Vuoi che non abbia un abito per il mio amico Carne?"

"Un signore così, con un pigiama di Hermès può essere un amico di Greg?" si domandò stupito Jimmy.
"Greg! Stavo cercando proprio te, ho una Rover davanti alla tua officina"
"Oggi non ho voglia di lavorare"
"Non voglio ripararla, voglio lasciartela"
"Scotta?"
"Non credo"
"Ricominciamo. E' rubata?"
"No, è di mio padre"
"Allora è rubata"
"La vuoi?"
"Quanto?"
"Niente... salvo qualcosa per vestirmi decentemente, scarpe, calze e tutto il resto, compresa una cravatta... e poi un sandwich e una birra, è da ieri che non mangio"
"E il vecchio debito?"
"Ti pago un'altra volta"
"D'accordo, è talmente gratificante essere in credito con giovanotti della buona scocietà... me lo ha insegnato una vecchia troia che ho scopato tanto tempo fa. Nel momento del bisogno li puoi ricattare!"
"Io sono nel momento del bisogno"
"Perchè vorresti ricattarmi?"
"Ho capito, ho capito male, stavi parlando di te"

Greg uscì per andare a scegliere l'abbigliamento per Carne mentre Jimmy, senza preoccuparsi per il fatto che il nuovo cliente fosse senza un penny, preparò un sandwich caldo con del ceddar, spillò una stout, li mise su un vassoio e indicò a Carne un tavolo vicino all'entrata, dove il sole filtrava attraverso i vetri decorati ad acido. Carne lo ringraziò per la gentilezza e si sedette. Con coltello e forchetta si preparò a gustare il primo boccone quando entrò Kate.

Peggy, qualcosa che so su di lei

"Adesso ti racconto come è andata, poi ti dico dove è andata"
"Chi?"
"Peggy"
"Tu lo sapevi?"
"Sì"
"Non me lo hai mai detto"
"Non me lo hai mai chiesto"
"Lo dici tu"
"Non ha importanza, comincia!"
"Per favore, si dice"
"Per favore"
"Una sera, tanto tempo fa, mentre passeggiavo lungo l'Holland Walk, ho visto una coppia, sicuramente due amanti, avevo la macchina fotografica e ho scattato delle foto. La donna se ne è accorta ed ha cercato disperatamente di rintracciarmi. Ha scoperto dove abitavo ed ha cercato di farsi dare la pellicola contenente le foto. Questo mi ha spinto ad indagare, ingrandendo le fotografie. Mi è sembrato di vederci un cadavere, ma per via dell'ingrandimento le immagini erano sempre più confuse. Ho continuato ad investigare, sono arrivato vicino alla verità ma proprio allora la donna è sparita"
"E tu allora cosa hai fatto?"
"Niente, mi avrebbero preso per matto"
"E la donna?"
"Non mi ha riconosciuto"
"Tu la conoscevi?"
"Era Peggy"

Arrivo a Greenwich

Abituato alle rapide sequenze di domande della clinica ora si era posto la domanda
"Ora cosa devo fare?"
si diede una rapida sequenza di risposte
"Devo trovare da vestirmi"
"Devo raggiungere Londra"
"Devo liberarmi della macchina perchè quei due vecchi, quando si ricorderanno chi sono, sono capaci di denunciarmi"
"Devo trovare dei soldi"
"Devo cercare Kate, lei mi aiuterà"

Si diresse verso Greenwich. Nei pressi della stazione, nel magazzino dove veniva riposta gran parte della merce del mercatino della domenica, Greg McFlaherty aveva la sua piccola officina dove fingeva di riparare vecchie automobili. In realtà era un ricettatore che lui aveva conosciuto al cinodromo di Walthamstow e dal quale dipendeva per piccoli prestiti ad alto interesse. Sarebbe andato lì e gli avrebbe dato la Rover in cambio di abito, camicia, biancheria, calze, scarpe e un sandwich e una birra e... basta, il vecchio debito poteva aspettare.

Torno subito, diceva il cartello appeso alla porta dell'officina. Carne sapeva bene quanto Greg era bugiardo, anche quando scriveva... ne aveva le prove... sulle sue cambiali spesso il 100 tendeva a diventare 1000... poi ritornava 100 grazie ad una virgola accompagnata dalle solite scuse per l'errore commesso....
Torno subito significava quindi che Greg era a scolarsi un paio di pinte da Big Jimmy, nel suo pub vicino al Cutty Sark. Lasciò la Rover e continuò a piedi cercando di vedere i tre grandi alberi del famoso clipper. Non li vide da nessuna parte e fu costretto a chiedere indicazioni, come un turista, al primo passante che incontrò.
"Non li vedrai più per un pezzo, ragazzo!"
"Lo hanno spostato?"
"Ma dove sei stato? Eri in galera quando hanno dato fuoco alla nave?"
"Quando?"
"L'anno scorso, il 21 maggio"
"Di che anno?"
"L'anno scorso, il 2007, sei ubriaco?"
"No"
"2007? - pensò - Ero convinto che fossimo nel 2006, e pensare che ho risposto centinaia di volte alle loro domande sbagliando la data... e loro non se ne sono accorti!"
"Ubriaco o no, ti consiglio di metterti addosso qualcosa, fa abbastanza freddo e potresti beccarti un accidente"
Solo allora Carne si rese conto di essere ancora in pigiama e che si era dimenticato della prima risposta.
"Un'ultima domanda, signore"
"Spara!"
"Non mi sembra il caso!"
"Dimmi pure, ragazzo"
"E' bruciato anche il pub di big Jimmy?"
"No, grazie a Dio!"
Ora Carne doveva capire come fare ad arrivarci, senza dare troppo nell'occhio. Era senza orologio ma dell'ora era certo, era l'ora di Greenwich.


lunedì 11 febbraio 2008

On the road

"Bella gratitudine, dopo tutto quello che abbiamo fatto per lui"
"Adesso siamo a piedi, e si è anche rotto il flacone dello sciroppo"
"Conosci qualcuno a Lydden hill?"
"L'unica che può darci una mano è Peggy"
"E' un'infermiera?"
"Peggy Fuller... no, non è un'infermiera. E' una giovane promettente, che ci può aiutare a ritrovare quel bastardo di tuo figlio"
"Di TUO figlio"
"E fargliela pagare"
"Poteva chiederci un passaggio, non glie l'avremmo negato"
"Ti ha chiamato papà"
"Guarda che parlava con te..."
"Non fare questi giochetti con me"
"Fanculo, dove abita questa Peggy?"

Passavamo di qua per caso

La vecchia Rover procedeva a rilento sul viale che costeggia la clinica di Lydden Hill.
"Stai attento a quel deficiente in mezzo alla strada"
"Vuoi guidare tu?"
"Sono stanco delle tue risposte polemiche"
"Quel deficiente sta facendo segno di fermarsi"
"Ha tutta l'aria di uno che è scappato dalla clinica"

Carne, in pigiama, si era piantato in mezzo alla strada intenzionato a impossessarsi della prima auto che fosse passata, utilizzando la tecnica appresa negli incursori della Confederazione.

"Qualche problema, giovanotto?"
"... papà!"
"Ehm.., scusi signore, dove è diretto? E' sicuro di non essersi...perso?" disse Uno dei Due con un impercettibile risolino.
Fu proprio quell'impercettibile risolino a risvegliare il Carne che tutti ricordano, il Carne belva umana, il Carne vendicatore implacabile. In breve i due vecchi si ritrovarono sull'asfalto. Ebbero solo il tempo di vedere la Rover sparire dietro ad una curva in fondo al viale.
Nel rettilineo potevano scorgere il loro bagaglio, scagliato fuori dall'automobile con furia inaudita.

Un piccola vacanza

"Cosa ne dici di andare a vedere cosa succede in quel piccolo circuito del Kent? Una decina d'anni fa..."
"Non ricominciamo con i ricordi, ne ho a sufficienza"
"No, non prendertela... stavo parlando di quella Peggy che guidava come un maschio"
"Sembrava anche un maschio... ti ricordi come ti guardava?"
"Adesso sei tu che ricominci con i ricordi!"
"Sì, ricordo anche quando si è tolta la tuta..."
"Parli della biancheria di seta?"
"Biancheria? guarda che aveva solo un paio di mutande"
"Sì, rosa, di seta, ricamate, taglio a calzoncino, svolazzanti sui lati, eccitanti!"
"Complimenti ragazzo, quasi ottima memoria, ma hai dimenticato le tette"
"Non ne ho parlato ma non vuol dire che le ho dimenticate"
"Certo, a quei tempi se ne vedevano poche"
"Non l'hai più vista?"
"No, mi era giunta voce che fosse sparita..."
"Io so dove è"

Pausa.

"Andiamo lì?"
"Dove?"
"A Lydden Hill, sei sordo?"
"Cosa ci andiamo a fare?"
"Non dovevamo andare a fare un viaggetto?"
"Quando?"
"Fanculo"

Ritorna Carne?

Carne era stanco. Persino l'intenzione di vendicarsi, una volta fuori di lì, si stava affievolendo. Per esclusione aveva identificato il bastardo che, con prove false, lo aveva fatto rinchiudere nella clinica di Lydden Hill. Si trattava di una clinica privata, amministrata da un uomo di paglia che non conosceva i suoi padroni, che riceveva gli ordini sul da farsi via mail.

Da qualche anno, ogni giorno, qualcuno gli poneva le stesse domande. Forse volevano farlo diventare matto davvero ma nessuno sembrava si ricordasse del suo addestramento, prima della missione su Schit.

"Chi è Lei? -Come si chiama?"
"Chi sono i suoi famigliari?"
"Dove si trova adesso? - Che strada ha fatto per venire qua?"
"Che anno è? - Che stagione è? - Che mese è?"
"Adesso è mattina, pomeriggio o sera?"

Le risposte non erano sempre le stesse, ovviamente, e lui ogni volta rispondeva correttamente, pensava che prima o poi avrebbe vinto un premio. Conosceva il perchè delle domande, ne sapeva abbastanza sull'argomento per cui era convinto che non ce l'avrebbero mai fatta (anche se tra gemelli monozigoti il rischio di schizofrenia è molto alto) a convincerlo che lui non era solo Carne. Che qualche sintomo ci fosse, per esempio il disordine del pensiero, su questo non c'erano dubbi ma di lì a pensare che... ora si trattava di trovare il modo per andarsene, ormai le sue ferite erano guarite.

Una proposta

"E se ci facessimo un viaggetto?"
"Con tutti gli acciacchi che abbiamo?"
"Hai risposto con un'altra domanda, vado"
"Vengo anch'io"
"Ok, dove ti piacerebbe andare?"

Per un attimo ho temuto il peggio

"Ci daranno un'altra possibilità?"
"Con le nostre credenziali è il minimo che possano fare"
"Per un attimo ho temuto che volessero farci fuori"
"Non hai capito che hanno bisogno di noi?"
"Lo credi veramente?"
"Se rispondi ancora una volta a una domanda con un'altra domanda è la volta che me ne vado sul serio"
"Non hai ancora imparato ad accettarmi"
"Non ti ho scelto"
"Però quando eravamo ricchi e potenti ti andava tutto bene, eh?"
"Tutto tranne te"
"Fin da allora? Potevi dirlo"
"Te l'ho detto, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire"
"Comunque l'uomo è Jason Spengler"
"Quale uomo?"
"Sei rincoglionito"