L'incontro col quel rozzo motociclista lo aveva turbato. Anche l'approccio, con l'accusa di furto, non gli era piaciuto per niente, era la prima volta che lo scambiavano per un ladruncolo. L'uomo che lo stava precedendo aveva una vecchia moto, non gli sarebbe stato difficile raggiungerlo anche se ormai doveva avere un certo vantaggio. Eliminò l'overdrive e pigiò sull'acceleratore, la Jaguar fece un balzo in avanti e cominciò a rendere onore al suo nome. La strada era deserta quindi non ebbe alcuna difficoltà a raggiungere le 120 miglia. Davanti a lui ora c'era solo una grossa macchina nera. Il guidatore, forse distratto da qualcosa, si spostò improvvisamente verso il centro della strada. Non c'era più tempo per frenare. Anche Carnet si spostò sulla destra, sbandò col posteriore, controsterzò con le due ruote di destra sullo sterrato e, mentre si rallegrava con sè stesso per la sua abilità, da alcuni cespugli uscirono due persone. Non ci fu nulla da fare. Sentì solo un urlo, fanculo gli sembrò, poi l'impatto le scaraventò in aria, volarono per decine di metri e si spiaccicarono sull'asfalto come due insetti sul parabrezza. Quello che Carnet non vide fu un piccolo oggetto, brillante, lampeggiante, che rimbalzò più volte per poi fermarsi vicino alla chiazza di sangue che si stava allargando intorno alla testa di uno dei due.
Non era la prima volta che una cosa del genere gli capitava e quindì preferì non fermarsi, in caso di necessità sarebbe intervenuta lady Cophetua...
L'unico testimone di quanto era accaduto, prima e dopo, era Jimmy.
"Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!" mormorò certo del fatto che le vittime dell'incidente non fossero dei comuni innocenti.
sabato 23 febbraio 2008
Niente dialogo, questa volta!
Jimmy si stava avvicinando al mare, il profumo di salmastro si mescolava agli odori muffosi della terra che si stava risvegliando... aveva proprio fatto bene ad andarsene dal pub, con Kate o senza Kate stava ricominciando a vivere. Proprio in quel momento qualcuno aveva invece finito di vivere. Poco più avanti, poco prima di un piazzale, due persone coperte da lunghi pastrani stavano trasportando un corpo verso dei cespugli. Istintivamente rallentò ma decise di non fermarsi per evitare rischi, ormai quello che era successo era successo... e in quell momento frenò. Sul ciglio della strada c'era un taccuino di pelle, molto vissuto, probabilmente caduto dalla tasca del malcapitato. Finse di pisciare, poi di allacciarsi una scarpa, lo raccolse e se lo mise nel taschino della camicia. Si guardò alle spalle per assicurarsi che non lo avessero seguito, poi alzò lo sguardo. Una sola macchina era posteggiata nel piazzale, nessuno in vista. Stava decidendo di farsi una birra quando guardò meglio la macchina, una Rover, un vecchio modello, lo stesso di quella che il giorno prima era arrivata davanti al suo pub. Non solo lo stesso modello ma la stessa auto, con i tergicristalli nuovi e, se due più due fanno quattro, Greg doveva essere nei paraggi.
Anche questa volta la matematica stava dando ragione a Jimmy.
Anche questa volta la matematica stava dando ragione a Jimmy.
venerdì 22 febbraio 2008
Occasioni
La Rover mise la freccia, Greg disse di volere una birra. Il piazzale davanti al locale era deserto. Appena spense il motore un colpo secco gli esplose nel cranio. Niente spruzzi di sangue, solo un piccolo buco.
"Avevi dimenticato la spilla ma avevi tenuto la Beretta 418!"
"Mm"
"Spostalo, dài, che dobbiamo ripartire"
"Per andare dove?"
"Via di qua"
"Risposte chiare, mai, eh?"
"Ti sembra il momento? Hai appena ammazzato un uomo!"
"Aveva la spilla"
"Dovevamo trattare"
"Guarda chi è, piuttosto..."
"Urka, hai appena fatto fuori Gregory Fuller"
"Vorrai dir lo abbiamo fatto fuori"
"Lo abbiamo fatto fuori con le tue impronte sulla pistola"
"A questo, sei arrivato?"
"Era solo per fare un esempio"
"Un esempio di cosa?"
"Dai, nascondi il cadavere"
"Nascondilo tu"
"Fanculo"
"Avevi dimenticato la spilla ma avevi tenuto la Beretta 418!"
"Mm"
"Spostalo, dài, che dobbiamo ripartire"
"Per andare dove?"
"Via di qua"
"Risposte chiare, mai, eh?"
"Ti sembra il momento? Hai appena ammazzato un uomo!"
"Aveva la spilla"
"Dovevamo trattare"
"Guarda chi è, piuttosto..."
"Urka, hai appena fatto fuori Gregory Fuller"
"Vorrai dir lo abbiamo fatto fuori"
"Lo abbiamo fatto fuori con le tue impronte sulla pistola"
"A questo, sei arrivato?"
"Era solo per fare un esempio"
"Un esempio di cosa?"
"Dai, nascondi il cadavere"
"Nascondilo tu"
"Fanculo"
On the road
Jimmy stava volando con la sua vecchia BSA sulla scia di una Jaguar. Non si preoccupava dei limiti di velocità perchè non c'era traccia di polizia lungo la A2, tanto valeva fare vedere a quel signorino che lo precedeva quanto valeva la sua vecchia moto.
"Ti saluto, ragazzo!" urlò affiancandosi, con la giusta esultazione di chi non guida da parecchio tempo e scopre che l'amore per il suo mezzo è rimasto inalterato. La sorpresa piombò su di lui mentre si girava verso il guidatore.
"Hai rubato anche questa?"
"Ci conosciamo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"E' forse meglio che ci fermiamo?"
"Non ne vedo il motivo. Ora, se non le dispiace, gradirei non essere più disturbato..."
A quel punto a Greg non rimase altro da fare che accelerare.
"Avrà i suoi buoni motivi... forse la storia di Kate... a proposito Kate dov'era? che due più due non facesse quattro come avevo previsto?" questo ed altri pensieri si affollavano nella testa di Jimmy sferzata dall'aria umida della campagna del Kent.
Accelerando, accelerando raggiunse una Bentley.
"Tutte macchine da signori, questa mattina!"
Stava superando anche questa quando sentì una voce familiare.
"Jimmy, cosa ci fai da queste parti?"
"Carne!?"
"Non mi riconosci?"
"Ma se ti ho appena sorpassato!"
"Certo, lo vedo..."
"No, eri su una Jaguar, ora sei su una Bentley, cosa sta succedendo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"Se mi hai visto su una Jaguar, quello non ero io perchè io sono su una Bentley. Fino a qui ti è chiaro?"
"Sì"
"Se quello sulla Jaguar non sono io, sulla Jaguar c'è un altro. Chiaro?"
"Continua a parlare senza perdere di vista la strada, hai già sbandato due volte"
"Chiaro?"
"Sì"
"Se quello che guida è un altro e l'hai scambiato per me, non può essere che una persona, mio fratello Carnet"
"Siete come due goccie d'acqua"
"Di champagne, direbbe lui"
"Vi siete dati appuntamento?"
"No, mai, non ci vediamo da parecchi anni"
"E allora perchè siete qui?"
"E tu?"
"L'ho chiesto prima io"
"Mi hai detto che Greg è da queste parti e sono venuto a cercarlo" Carne non aveva intenzione di parlare del diario.
"E Greg perchè è venuto qui?"
"Dovremmo chiederlo a lui"
"Speriamo di trovarlo"
"Ci sarà molta confusione più avanti, stai attento"
"Confusione?"
"E' il minimo che possa succedere quando c'è stato un terremoto"
"Un terremoto?"
"Un terremoto"
"Hai notizie di Kate?"
"Ora ho capito perchè sei da queste parti!"
"Ero preoccupato per lei"
"E perchè pensavi che fosse da queste parti?"
"Perchè due più due fa quattro" rispose Jimmy riacquistando fiducia nella matematica.
"Io vado avanti, se la trovo ti avviso"
"Speriamo che non la trovi subito!" mormorò Carne mentre la BSA era già lontanapensando al viso tumefatto della ragazza .
"Ti saluto, ragazzo!" urlò affiancandosi, con la giusta esultazione di chi non guida da parecchio tempo e scopre che l'amore per il suo mezzo è rimasto inalterato. La sorpresa piombò su di lui mentre si girava verso il guidatore.
"Hai rubato anche questa?"
"Ci conosciamo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"E' forse meglio che ci fermiamo?"
"Non ne vedo il motivo. Ora, se non le dispiace, gradirei non essere più disturbato..."
A quel punto a Greg non rimase altro da fare che accelerare.
"Avrà i suoi buoni motivi... forse la storia di Kate... a proposito Kate dov'era? che due più due non facesse quattro come avevo previsto?" questo ed altri pensieri si affollavano nella testa di Jimmy sferzata dall'aria umida della campagna del Kent.
Accelerando, accelerando raggiunse una Bentley.
"Tutte macchine da signori, questa mattina!"
Stava superando anche questa quando sentì una voce familiare.
"Jimmy, cosa ci fai da queste parti?"
"Carne!?"
"Non mi riconosci?"
"Ma se ti ho appena sorpassato!"
"Certo, lo vedo..."
"No, eri su una Jaguar, ora sei su una Bentley, cosa sta succedendo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"Se mi hai visto su una Jaguar, quello non ero io perchè io sono su una Bentley. Fino a qui ti è chiaro?"
"Sì"
"Se quello sulla Jaguar non sono io, sulla Jaguar c'è un altro. Chiaro?"
"Continua a parlare senza perdere di vista la strada, hai già sbandato due volte"
"Chiaro?"
"Sì"
"Se quello che guida è un altro e l'hai scambiato per me, non può essere che una persona, mio fratello Carnet"
"Siete come due goccie d'acqua"
"Di champagne, direbbe lui"
"Vi siete dati appuntamento?"
"No, mai, non ci vediamo da parecchi anni"
"E allora perchè siete qui?"
"E tu?"
"L'ho chiesto prima io"
"Mi hai detto che Greg è da queste parti e sono venuto a cercarlo" Carne non aveva intenzione di parlare del diario.
"E Greg perchè è venuto qui?"
"Dovremmo chiederlo a lui"
"Speriamo di trovarlo"
"Ci sarà molta confusione più avanti, stai attento"
"Confusione?"
"E' il minimo che possa succedere quando c'è stato un terremoto"
"Un terremoto?"
"Un terremoto"
"Hai notizie di Kate?"
"Ora ho capito perchè sei da queste parti!"
"Ero preoccupato per lei"
"E perchè pensavi che fosse da queste parti?"
"Perchè due più due fa quattro" rispose Jimmy riacquistando fiducia nella matematica.
"Io vado avanti, se la trovo ti avviso"
"Speriamo che non la trovi subito!" mormorò Carne mentre la BSA era già lontanapensando al viso tumefatto della ragazza .
giovedì 21 febbraio 2008
le cose si complicano
I servizi segreti francesi erano talmente segreti che nemmeno uno dei capi, il dottor Lefevbre, conosceva parte dei propri agenti nè i loro informatori. Quando il suo amico Peacock lo aveva chiamato la prima volta gli aveva risposto, in totale buona fede, che non conosceva nessun Taffery. Ma dopo la telefonata dell'aiutante dell'ammiraglio pensò che forse era meglio saperne di più. Si mise subito in contatto con la contabilità, fornendo la sua password.
"Controllate tutte le spese fatte in Inghilterra durante l'ultima settimana"
"Quale conto?"
"Noir, ovviamente!"
"Ho già la risposta"
"Così velocemente?"
"Qualcuno mi ha fatto la stessa richiesta pochi minuti fa"
"Chi?"
"Lei pensa che io possa dirglielo?"
"Lasci stare, so quale è la procedura da quando è cambiato il presidente"
"Le interessano i nomi o il dettaglio?"
"Nomi e totali"
"La linea è sicura?"
"WAP"
"Bene. Non si tratta di grandi cifre ma i totali sono consistenti, i nomi sono cifrati ma non dovrebbe essere un problema per lei! Le stampo l'elenco completo e vengo nel suo ufficio"
"Meglio evitarlo, ci vediamo tra poco in Passage Verdeau, sui gradini a sinistra del museo delle cere, di fronte al negozio di libri usati"
"Tra dieci minuti sono lì"
Lefevbre chiamò subito il suo amico ammiraglio.
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Cerca l'ammiraglio? Sono il suo aiutante. Posso fare qualcosa per lei?"
"Parlare con l'ammiraglio!"
"Può dire a me, provvedo io a riferire"
"Giovanotto, so io cosa posso e non posso fare, cerchi di mettermi in contatto con l'ammiraglio, subito!"
"Sissignore, non volevo mancarle di rispetto..."
"Allora?"
"Subito!"
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Nemmeno io, tant'è vero che vado a vedere da vicino. Sono in elicottero, sto andando là"
"Là dove?"
"Vicino a Dover"
"Cosa è successo?"
"Non ne sai nulla?"
"Parli del terremoto?"
"No, quello non mi preoccupa, mentre il resto..."
"Quale resto?"
"Tu lavori in un bagno turco?"
"Che strana domanda... no, lo sai dove lavoro..."
"Sì, ai servizi segreti... complimenti! State invadendo un tratto di costa inglese e tu non ne sai nulla!"
"L'invasione dell'Inghilterra non era tra i programmi a breve termine! Mi faccio portare a Calais, vieni a prendermi con un hovercraft, riusciremo a parlare senza che ci possano sentire"
"Portati un documento, se ti ferma un soldato ti potrebbe servire"
Nella vetrina c'era in bella vista un libro di acquarelli di Peter Greenaway ma purtroppo il negozio era chiuso per la pausa pranzo. Si ripromise di tornarci in un altro momento quando il solerte funzionario della contabilità piombò alle sue spalle.
"Le ho portato quello che le avevo promesso ma ho scoperto dell'altro..."
"Da noi succede spesso"
"Non ci sono solo uscite, ci sono anche entrate"
"E' la vita... c'è chi scende c'è chi sale"
"Capisco la sua filosofia, ma qui ci sono di mezzo i cinesi!"
"Quanti?"
"Ha importanza?"
"Se uno di loro si chiama Taffery, sì"
"Taffery c'è, ma è nell'elenco delle spese... tutto è cominciato all'Hotel Bellechasse, sulla rive gauche, con un conto astronomico... insieme a lui c'era una signora inglese, una bella donna di nome Catherine Fuller..."
"Bene, allora Taffery esiste. Lei venga con me, devo andare a Calais, mi dirà il resto lungo il viaggio..."
"A Calais? E' il compleanno di mia moglie, abbiamo prenotato..."
"Festeggerà l'anno prossimo, se sarà ancora sposato!"
"Controllate tutte le spese fatte in Inghilterra durante l'ultima settimana"
"Quale conto?"
"Noir, ovviamente!"
"Ho già la risposta"
"Così velocemente?"
"Qualcuno mi ha fatto la stessa richiesta pochi minuti fa"
"Chi?"
"Lei pensa che io possa dirglielo?"
"Lasci stare, so quale è la procedura da quando è cambiato il presidente"
"Le interessano i nomi o il dettaglio?"
"Nomi e totali"
"La linea è sicura?"
"WAP"
"Bene. Non si tratta di grandi cifre ma i totali sono consistenti, i nomi sono cifrati ma non dovrebbe essere un problema per lei! Le stampo l'elenco completo e vengo nel suo ufficio"
"Meglio evitarlo, ci vediamo tra poco in Passage Verdeau, sui gradini a sinistra del museo delle cere, di fronte al negozio di libri usati"
"Tra dieci minuti sono lì"
Lefevbre chiamò subito il suo amico ammiraglio.
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Cerca l'ammiraglio? Sono il suo aiutante. Posso fare qualcosa per lei?"
"Parlare con l'ammiraglio!"
"Può dire a me, provvedo io a riferire"
"Giovanotto, so io cosa posso e non posso fare, cerchi di mettermi in contatto con l'ammiraglio, subito!"
"Sissignore, non volevo mancarle di rispetto..."
"Allora?"
"Subito!"
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Nemmeno io, tant'è vero che vado a vedere da vicino. Sono in elicottero, sto andando là"
"Là dove?"
"Vicino a Dover"
"Cosa è successo?"
"Non ne sai nulla?"
"Parli del terremoto?"
"No, quello non mi preoccupa, mentre il resto..."
"Quale resto?"
"Tu lavori in un bagno turco?"
"Che strana domanda... no, lo sai dove lavoro..."
"Sì, ai servizi segreti... complimenti! State invadendo un tratto di costa inglese e tu non ne sai nulla!"
"L'invasione dell'Inghilterra non era tra i programmi a breve termine! Mi faccio portare a Calais, vieni a prendermi con un hovercraft, riusciremo a parlare senza che ci possano sentire"
"Portati un documento, se ti ferma un soldato ti potrebbe servire"
Nella vetrina c'era in bella vista un libro di acquarelli di Peter Greenaway ma purtroppo il negozio era chiuso per la pausa pranzo. Si ripromise di tornarci in un altro momento quando il solerte funzionario della contabilità piombò alle sue spalle.
"Le ho portato quello che le avevo promesso ma ho scoperto dell'altro..."
"Da noi succede spesso"
"Non ci sono solo uscite, ci sono anche entrate"
"E' la vita... c'è chi scende c'è chi sale"
"Capisco la sua filosofia, ma qui ci sono di mezzo i cinesi!"
"Quanti?"
"Ha importanza?"
"Se uno di loro si chiama Taffery, sì"
"Taffery c'è, ma è nell'elenco delle spese... tutto è cominciato all'Hotel Bellechasse, sulla rive gauche, con un conto astronomico... insieme a lui c'era una signora inglese, una bella donna di nome Catherine Fuller..."
"Bene, allora Taffery esiste. Lei venga con me, devo andare a Calais, mi dirà il resto lungo il viaggio..."
"A Calais? E' il compleanno di mia moglie, abbiamo prenotato..."
"Festeggerà l'anno prossimo, se sarà ancora sposato!"
... even Jimmy!
Jimmy stava sommando due più due. Lo aveva fatto diverse volte e il risultato era sempre quattro. Greg se ne era andato nel Kent. Carne lo aveva chiamato per sapere dove era Greg, quindi Carne stava andando nel Kent. Da quel poco che ne sapeva sarebbe bastato che Carne dicesse andiamo e Kate sarebbe andata. Quindi, se voleva rivedere Kate anche lui avrebbe dovuto andare nel Kent, così, se la deduzione era corretta, sarebbero stati in quattro, ottimisticamente Carne e Greg, lui e Kate. In tutto questo forse mancava un passaggio logico (in tal caso sarebbero stati in tre) ma valeva la pena di correre il rischio,
tutt'al più avrebbe riassaporato il gusto dell'aria umida sul viso! Appese il cartello Torno Subito alla porta, la chiuse a chiave e andò nel magazzino, tolse la coperta che proteggeva la sua BSA del 68, accese il motore e partì, capelli al vento, verso il mare.
tutt'al più avrebbe riassaporato il gusto dell'aria umida sul viso! Appese il cartello Torno Subito alla porta, la chiuse a chiave e andò nel magazzino, tolse la coperta che proteggeva la sua BSA del 68, accese il motore e partì, capelli al vento, verso il mare.
The same old story - Update
Jason stava riflettendo. Carne era scappato dalla clinica, prima o poi si sarebbe messo sulle sue tracce e, conoscendolo bene, prima o poi lo avrebbe trovato. Questa volta aveva bisogno di aiuto. Altre volte, in altre situazioni, aveva sempre cercato di cavarsela da solo ma questa era una vera emergenza, solo un intervento diplomatico avrebbe potuto se non risolvere il problema, minimizzarne le conseguenze. Quello che stava per fare avrebbe ulteriormente compromesso la sua libertà d'azione ma Jason, con i suoi trascorsi, non aveva molte persone su cui appoggiarsi. Chiamare Lady Cophetua gli costava fatica ma non poteva, a quel punto, fare altro.
"Sono Jason Spengler"
"Lei cerca Lady Hinshelwood?"
"Certo, non vorrà che io abbia chiamato per parlare con lei"
"Ma non voleva parlare con lei?"
"Ho capito il malinteso, sì vorrei parlare con lei, non con te!"
"Mi dispiace, signore, si sta vestendo e ha detto che non vuole essere disturbata"
"Per cortesia, faccia quello che le dico, torni da lei dicendo che Jason sta arrivando per andare, di tutta fretta, nella casa che lei sa, nel Kent"
"La signora mi ha detto di chiederle che macchina ha"
"E' rincoglionita? Ci sono cose più importanti"
"La signora non è rincoglionita, signore, ci sono due macchine della polizia davanti a casa, molto probabilmente la stanno cercando"
"Solito malinteso possibile, stanno cercando me o lei?"
"Dovrei darle del tu per farmi capire"
"Vai. permesso accordato"
"Ti stanno cercando"
"Cazzo!"
"Signore..."
"Scusami"
"Mi piacerebbe annullare il livello di confidenza che si è instaurato"
"Mi scusi per il mio linguaggio"
"Non si preoccupi, sono abituata a quello della signora!"
"Ha un'idea?"
"Chi io?"
"Era meglio rimanere lul livello di confidenza precedente"
"Ho capito. Non lo so"
"Chiedilo alla signora"
"Forse non ce ne è bisogno, utilizziamo un vecchio trucco... ha funzionato altre volte"
"Posso saperne di più?"
"Appuntamento tra mezz'ora alla stazione di London Bridge, ultimo sportello a sinistra"
"Grazie!"
Dieci minuti dopo questa telefonata Lady Hinshelwood uscì di casa e salì sul taxi che la stava aspettando. Indossava un tailleur di Chanel, un po' troppo attillato per la sua età, e un cappellino con veletta, secondo la moda dei reali, di Philip Treacy. Nel salire la gonna, stretta sulle ginocchia, le creò una certa difficoltà ma solo per alcuni secondi. Una delle due macchine della polizia si mosse sulla scia del taxi. L'altra rimase, nel caso il ricercato si facesse vivo. Dopo qualche minuto la porta di casa Hinshelwood si aprì di nuovo e questa volta ad uscire fu la cameriera, col suo lungo abito scuro coperto da un leggero Husky, al braccio teneva una grande borsa per la spesa, ai piedi un paio di comode polacchine. Lo sguardo dei poliziotti la seguì fino alla fermata dell'autobus poi ritornò al portone di casa.
"Jason Spengler!"
"Cosa fai qui, la tua padrona dove è?"
"Cosa è tutta questa confidenza?"
"L'ultima volta eravamo tornati al livello di confidenza"
"Con tua sorella, forse"
"Non ho sorelle"
"Lo so, era un modo di dire"
"Rifaccio la domanda, la sua padrona dove è?"
"Sono io la mia padrona, il trucco ha funzionato, la polizia sta controllando la mia cameriera da Fortnum & Mason"
"Grande!"
"Un trucco da bambini, che macchina hai?"
"Una Aston Martin"
"Una più comune no, vero? Vuoi proprio che ti trovino!"
"Vuoi che prendiamo il treno?"
"No, corriamo dei rischi. Ho un'altra idea. Andiamo fino alla vecchia stazione di Camberwell Green, ora è diventata un'officina, lì possiamo cambiare macchina, lì c'è un amico.."
"Lo conosci bene?"
"Più che bene!"
"Dai tempi di quella vecchia storia?"
"Vecchia? Ma allora non hai capito un cazzo!"
"Sono Jason Spengler"
"Lei cerca Lady Hinshelwood?"
"Certo, non vorrà che io abbia chiamato per parlare con lei"
"Ma non voleva parlare con lei?"
"Ho capito il malinteso, sì vorrei parlare con lei, non con te!"
"Mi dispiace, signore, si sta vestendo e ha detto che non vuole essere disturbata"
"Per cortesia, faccia quello che le dico, torni da lei dicendo che Jason sta arrivando per andare, di tutta fretta, nella casa che lei sa, nel Kent"
"La signora mi ha detto di chiederle che macchina ha"
"E' rincoglionita? Ci sono cose più importanti"
"La signora non è rincoglionita, signore, ci sono due macchine della polizia davanti a casa, molto probabilmente la stanno cercando"
"Solito malinteso possibile, stanno cercando me o lei?"
"Dovrei darle del tu per farmi capire"
"Vai. permesso accordato"
"Ti stanno cercando"
"Cazzo!"
"Signore..."
"Scusami"
"Mi piacerebbe annullare il livello di confidenza che si è instaurato"
"Mi scusi per il mio linguaggio"
"Non si preoccupi, sono abituata a quello della signora!"
"Ha un'idea?"
"Chi io?"
"Era meglio rimanere lul livello di confidenza precedente"
"Ho capito. Non lo so"
"Chiedilo alla signora"
"Forse non ce ne è bisogno, utilizziamo un vecchio trucco... ha funzionato altre volte"
"Posso saperne di più?"
"Appuntamento tra mezz'ora alla stazione di London Bridge, ultimo sportello a sinistra"
"Grazie!"
Dieci minuti dopo questa telefonata Lady Hinshelwood uscì di casa e salì sul taxi che la stava aspettando. Indossava un tailleur di Chanel, un po' troppo attillato per la sua età, e un cappellino con veletta, secondo la moda dei reali, di Philip Treacy. Nel salire la gonna, stretta sulle ginocchia, le creò una certa difficoltà ma solo per alcuni secondi. Una delle due macchine della polizia si mosse sulla scia del taxi. L'altra rimase, nel caso il ricercato si facesse vivo. Dopo qualche minuto la porta di casa Hinshelwood si aprì di nuovo e questa volta ad uscire fu la cameriera, col suo lungo abito scuro coperto da un leggero Husky, al braccio teneva una grande borsa per la spesa, ai piedi un paio di comode polacchine. Lo sguardo dei poliziotti la seguì fino alla fermata dell'autobus poi ritornò al portone di casa.
"Jason Spengler!"
"Cosa fai qui, la tua padrona dove è?"
"Cosa è tutta questa confidenza?"
"L'ultima volta eravamo tornati al livello di confidenza"
"Con tua sorella, forse"
"Non ho sorelle"
"Lo so, era un modo di dire"
"Rifaccio la domanda, la sua padrona dove è?"
"Sono io la mia padrona, il trucco ha funzionato, la polizia sta controllando la mia cameriera da Fortnum & Mason"
"Grande!"
"Un trucco da bambini, che macchina hai?"
"Una Aston Martin"
"Una più comune no, vero? Vuoi proprio che ti trovino!"
"Vuoi che prendiamo il treno?"
"No, corriamo dei rischi. Ho un'altra idea. Andiamo fino alla vecchia stazione di Camberwell Green, ora è diventata un'officina, lì possiamo cambiare macchina, lì c'è un amico..""Lo conosci bene?"
"Più che bene!"
"Dai tempi di quella vecchia storia?"
"Vecchia? Ma allora non hai capito un cazzo!"
Action
Archibald Peacock, capo della polizia, osservava attentamente i filmati ripresi dalle telecamere piazzate nella zona di Dover. Dalla Francia erano arrivati parecchi traghetti con ruspe, mezzi anfibi, autopompe... una sorta di azione paramilitare.
"Questi francesi mi stanno sulle balle... per un terremoto da quattro mattoni su un marciapiede mi sembra esagerato tutto questo!" pensò con una punta di preoccupazione... Quel Taffery, chiunque fosse, doveva entrarci in qualche modo. E anche la vecchia non doveva essere estranea a quello che stava succedendo.
"Chiama il Dottor Lefevbre" disse al suo aiutante.
"A Parigi?"
"Tu chiamalo, non mi interessa dove. Poi avverti i comandi di Dover, Folkestone e anche di Canterbury, dicendo loro di stare all'erta, si tratta di una emergenza nazionale. Poi dì al comandante dell'elicottero di prepararsi a decollare tra poco... Dimenticavo, fai controllare Lady Hinshelwood, se esce di casa non la devono perdere d'occhio"
"Questi francesi mi stanno sulle balle... per un terremoto da quattro mattoni su un marciapiede mi sembra esagerato tutto questo!" pensò con una punta di preoccupazione... Quel Taffery, chiunque fosse, doveva entrarci in qualche modo. E anche la vecchia non doveva essere estranea a quello che stava succedendo.
"Chiama il Dottor Lefevbre" disse al suo aiutante.
"A Parigi?"
"Tu chiamalo, non mi interessa dove. Poi avverti i comandi di Dover, Folkestone e anche di Canterbury, dicendo loro di stare all'erta, si tratta di una emergenza nazionale. Poi dì al comandante dell'elicottero di prepararsi a decollare tra poco... Dimenticavo, fai controllare Lady Hinshelwood, se esce di casa non la devono perdere d'occhio"
Carnet leaves London
"Winnie, dove è la Bentley?"
"Proprio davanti a casa, lo ricordo benissimo"
"Sembrava anche a me, ma ora non c'è più. Devono averla portata via da poco, il posto dove era posteggiata è asciutto, mentre tutto intorno l'asfalto è bagnato"
"Chiamo la polizia"
"Chiamala dopo, prima portami le chiavi della Jaguar"
"Il signore ha deciso di uscire da solo?"
"Questa volta sì, è una questione privata"
"Come se tutte le altre volte..." pensò Winnie.
"Le porto subito le chiavi" disse poi pregustando, grazie all'assenza di Carnet, un prolungato e meritato sonnellino.
Al volante della Jaguar Carnet sperava che non fosse successo nulla ai bidoni nascosti nella cantina.
"Proprio davanti a casa, lo ricordo benissimo"
"Sembrava anche a me, ma ora non c'è più. Devono averla portata via da poco, il posto dove era posteggiata è asciutto, mentre tutto intorno l'asfalto è bagnato"
"Chiamo la polizia"
"Chiamala dopo, prima portami le chiavi della Jaguar"
"Il signore ha deciso di uscire da solo?"
"Questa volta sì, è una questione privata"
"Come se tutte le altre volte..." pensò Winnie.
"Le porto subito le chiavi" disse poi pregustando, grazie all'assenza di Carnet, un prolungato e meritato sonnellino.
Al volante della Jaguar Carnet sperava che non fosse successo nulla ai bidoni nascosti nella cantina.
Where is Greg?
Quando era scappato dalla clinica dove era stato rinchiuso per anni Carne non era riuscito a portarsi via niente. Il suo diario segreto, sul quale aveva annotato con cura tutti i suoi ricordi, era là, nascosto tra le radici del grande olmo, una pianta che aveva cominciato casualmente ad apprezzare per la sua caratteristica di innalzare la soglia di sopportazione del dolore fisico, di generare una più lunga capacità lavorativa e maggior concentrazione. Poche foglie ogni giorno, masticate lentamente, gli avevano permesso di sopravvivere senza troppe conseguenze al lungo periodo di prigionia.
"Jimmy, c'è Greg?"
"No, se ne è andato con la Rover"
"Ti ha lasciato detto qualcosa per me?"
"No, deve essere andato dalle parti di Dover"
"Sei sicuro?"
"Sì, ha chiamato un garage di quei posti e poi è partito"
"Grazie Jimmy"
"Tratta bene Kate, altrimenti ti ammazzo"
"Stai tranquillo!" e riattaccò, senza dirgli del poderoso cazzotto che le aveva stampato sul muso.
Ora doveva trovare una macchina.
"Jimmy, c'è Greg?"
"No, se ne è andato con la Rover"
"Ti ha lasciato detto qualcosa per me?"
"No, deve essere andato dalle parti di Dover"
"Sei sicuro?"
"Sì, ha chiamato un garage di quei posti e poi è partito"
"Grazie Jimmy"
"Tratta bene Kate, altrimenti ti ammazzo"
"Stai tranquillo!" e riattaccò, senza dirgli del poderoso cazzotto che le aveva stampato sul muso.
Ora doveva trovare una macchina.
mercoledì 20 febbraio 2008
Greg & The Elders
"Dove andiamo?" chiese Greg ai due ospiti della Rover, o era lui l'ospite?
"Lei guida bene?"
"Discretamente"
"E' disposto a lavorare per noi?"
"Dipende dal ruolo"
"Non dal denaro?"
"Ne ho a sufficienza, recentemente ho fatto buoni affari"
"Strano tipo, da dove viene?"
"Non sono qui per un'intervista, mi sembra di avere in mano qualcosa che vi appartiene"
"Beh, appartenere non proprio, diciamo che ci è stata affidata, un po' come la coppa Davis o la coppa Rimet, di volta in volta, a seconda di chi vince, cambia l'affidamento"
"Cioè l'avete vinta?"
"In un certo senso"
"Quanto può valere?"
"Le potremmo dire soltanto quanto ci sarebbe costata se lei non l'avesse ritrovata..."
"Quanto?"
"Probabilmente la vita"
"Quindi siete in debito con me"
"Non sappiamo come ricambiarla... i soldi non le interessano..."
"Non preoccupatevi, saprò dirvi come ma ora chi di voi due è il padre di Carne?"
"Nessuno dei due"
"La macchina è vostra?"
"Sì"
"Carne mi ha detto che è di suo padre, quindi..."
"Ma lui non sa che..."
"Smettila, vuoi che lo sappiano tutti?"
"Qui siamo in tre, noi due lo sappiamo, se lo sa anche lui è uno in più e uno non è tutti!"
"Ricominciamo con questi discorsi del cazzo?"
"No, altrimenti so cosa diresti..."
"Fanculo"
"Ecco!
"Vuoi spiegare a questo gentile signore che tu non sei suo padre, anche se lui lo crede, semplicemente perchè lo hai adottato?"
"Se non sbaglio lo hai già fatto tu"
"E il padre chi è allora?"
"Lo chieda a lui"
"E il padre chi è allora?"
"Lo chieda a lui"
"Fanculo tutti e due! Lo sapete o non lo sapete?"
"Lo sappiamo, purtroppo!" risposero all'unisono.
Carne non lo sapeva ma sapeva benissimo che colui che lui pensava essere suo padre era una grandissima carogna. La verità non avrebbe certo peggiorato le cose! E invece...
"Lei guida bene?"
"Discretamente"
"E' disposto a lavorare per noi?"
"Dipende dal ruolo"
"Non dal denaro?"
"Ne ho a sufficienza, recentemente ho fatto buoni affari"
"Strano tipo, da dove viene?"
"Non sono qui per un'intervista, mi sembra di avere in mano qualcosa che vi appartiene"
"Beh, appartenere non proprio, diciamo che ci è stata affidata, un po' come la coppa Davis o la coppa Rimet, di volta in volta, a seconda di chi vince, cambia l'affidamento"
"Cioè l'avete vinta?"
"In un certo senso"
"Quanto può valere?"
"Le potremmo dire soltanto quanto ci sarebbe costata se lei non l'avesse ritrovata..."
"Quanto?"
"Probabilmente la vita"
"Quindi siete in debito con me"
"Non sappiamo come ricambiarla... i soldi non le interessano..."
"Non preoccupatevi, saprò dirvi come ma ora chi di voi due è il padre di Carne?"
"Nessuno dei due"
"La macchina è vostra?"
"Sì"
"Carne mi ha detto che è di suo padre, quindi..."
"Ma lui non sa che..."
"Smettila, vuoi che lo sappiano tutti?"
"Qui siamo in tre, noi due lo sappiamo, se lo sa anche lui è uno in più e uno non è tutti!"
"Ricominciamo con questi discorsi del cazzo?"
"No, altrimenti so cosa diresti..."
"Fanculo"
"Ecco!
"Vuoi spiegare a questo gentile signore che tu non sei suo padre, anche se lui lo crede, semplicemente perchè lo hai adottato?"
"Se non sbaglio lo hai già fatto tu"
"E il padre chi è allora?"
"Lo chieda a lui"
"E il padre chi è allora?"
"Lo chieda a lui"
"Fanculo tutti e due! Lo sapete o non lo sapete?"
"Lo sappiamo, purtroppo!" risposero all'unisono.
Carne non lo sapeva ma sapeva benissimo che colui che lui pensava essere suo padre era una grandissima carogna. La verità non avrebbe certo peggiorato le cose! E invece...
TV News
"Madame, è l'ora della sveglia!"
"Non aprire subito le tende, odio la luce"
"Madame, non si preoccupi, non la vede nessuno"
"Non essere sempre così servile, sei con me da un secolo, lo sai che le mie rughe sembrano i crepacci dell'Eiger! Accendi la TV, non so dove ho infilato il telecomando"
"Meglio non saperlo" borbottò la vecchia cameriera.
"An earthquake has shaken parts of Kent, damaging buildings and disrupting electricity supplies...". Le notizie venivano ripetute ogni mezz'ora e la giornata di Isa, sebbene in ritardo di un paio d'ore rispetto all'evento, cominciava con una brutta notizia. nella zona di Dover aveva vecchi amici, sperava che non fosse successo nulla a loro e ai loro beni. Seguì il resoconto dettagliato dei danni inframmezzato da una serie di interviste a gente del luogo. Vide anche due volti che le apparvero familiari ma alla sua età spesso capita di sbagliarsi, non capì cosa dicevano. La sequenza successiva era alquanto confusa, mossa, a tratti sfuocata, in lontananza si vedeva un'auto, poi una zoomata su una luce lampeggiante... lo schermo oscurato per un attimo e poi un'immagine chiara, perfetta, anche se ri-oscurata di nuovo. Riconobbe subito l'oggetto, come poteva non riconoscerlo anche a distanza di anni?
"La mia spilla..." sussurrò Isa, con malinconia.
"No, madame, La Spilla!" disse la cameriera ad alta voce, sperando che madame ricordasse.
"Aiutami a vestirmi, dobbiamo andare"
"Forse le è tornata la memoria" pensò la cameriera mentre stava per aprire il cassetto della biancheria.
"Non mettere le mani lì, te l'ho già detto un milione di volte! D'ora in poi lo chiuderò a chiave"
"Vecchia stronza..." pensò la cameriera
"E non dimenticarti di prenotarmi un taxi. Dovrebbe essere qui tra un paio d'ore, non di più"
"Non aprire subito le tende, odio la luce"
"Madame, non si preoccupi, non la vede nessuno"
"Non essere sempre così servile, sei con me da un secolo, lo sai che le mie rughe sembrano i crepacci dell'Eiger! Accendi la TV, non so dove ho infilato il telecomando"
"Meglio non saperlo" borbottò la vecchia cameriera.
"An earthquake has shaken parts of Kent, damaging buildings and disrupting electricity supplies...". Le notizie venivano ripetute ogni mezz'ora e la giornata di Isa, sebbene in ritardo di un paio d'ore rispetto all'evento, cominciava con una brutta notizia. nella zona di Dover aveva vecchi amici, sperava che non fosse successo nulla a loro e ai loro beni. Seguì il resoconto dettagliato dei danni inframmezzato da una serie di interviste a gente del luogo. Vide anche due volti che le apparvero familiari ma alla sua età spesso capita di sbagliarsi, non capì cosa dicevano. La sequenza successiva era alquanto confusa, mossa, a tratti sfuocata, in lontananza si vedeva un'auto, poi una zoomata su una luce lampeggiante... lo schermo oscurato per un attimo e poi un'immagine chiara, perfetta, anche se ri-oscurata di nuovo. Riconobbe subito l'oggetto, come poteva non riconoscerlo anche a distanza di anni?
"La mia spilla..." sussurrò Isa, con malinconia.
"No, madame, La Spilla!" disse la cameriera ad alta voce, sperando che madame ricordasse.
"Aiutami a vestirmi, dobbiamo andare"
"Forse le è tornata la memoria" pensò la cameriera mentre stava per aprire il cassetto della biancheria.
"Non mettere le mani lì, te l'ho già detto un milione di volte! D'ora in poi lo chiuderò a chiave"
"Vecchia stronza..." pensò la cameriera
"E non dimenticarti di prenotarmi un taxi. Dovrebbe essere qui tra un paio d'ore, non di più"
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