giovedì 6 marzo 2008
Credits
Grazie ai lettori di Goito, Napoli, Fano, Sesto Fiorentino, Catania, Genova, Milano, Pescara, Bari... che stanno leggendo la storia. Queste informazioni ci sono state fornite dal contatore di Extreme Tracking.
domenica 24 febbraio 2008
Titoli di coda
Jimmy girovagò a lungo nelle campagne del Kent, la speranza di trovare Kate non lo abbandonò mai. Quando morì, dopo una notte di gelo, trovarono nel taschino della sua camicia un taccuino di pelle, dall'aspetto molto vissuto. Al suo interno c'erano annotazioni preziose.
Kate e Peggy, in Irlanda, aspettavano pazientemente che l'aqua in eccesso evaporasse.
Il giovane Peacock prese presto il posto che per anni era stato dello zio. Oliver Rolling gli giurò fedeltà.
L'assistente di Lefevbre stava ancora aspettando che il suo capo ritornasse per avere la sua meritata promozione.
Winnie, aspettando il nuovo parabrezza per la Jaguar, utilizzava la Bentley anche se ormai una delle due macchine era diventata inutile.
Kate e Peggy, in Irlanda, aspettavano pazientemente che l'aqua in eccesso evaporasse.
Il giovane Peacock prese presto il posto che per anni era stato dello zio. Oliver Rolling gli giurò fedeltà.
L'assistente di Lefevbre stava ancora aspettando che il suo capo ritornasse per avere la sua meritata promozione.
Winnie, aspettando il nuovo parabrezza per la Jaguar, utilizzava la Bentley anche se ormai una delle due macchine era diventata inutile.
Fanculo3
"Ti sta bene quella vecchia vestaglia!"
"Non mi invecchia?"
"Non più di quanto tu non sia"
"Gradisci un rahat lukùm?"
"Ho paura di annoiarmi"
"Un dito di Lepanto?"
"Non starmi così addosso, non ti sopporto"
"Sono cazzi tuoi"
"Stai zitto"
"...'nculo".
"Non mi invecchia?"
"Non più di quanto tu non sia"
"Gradisci un rahat lukùm?"
"Ho paura di annoiarmi"
"Un dito di Lepanto?"
"Non starmi così addosso, non ti sopporto"
"Sono cazzi tuoi"
"Stai zitto"
"...'nculo".
Fanculo2
"Per un po' di tempo potremmo andare a stabilirci nello Yorkshire, adesso la villotta dovrebbe essere libera..."
"Io e te insieme?"
"Perché, non ti va?"
"Non rispondere a una domanda con un'altra domanda"
"Potremmo concederci una vita agiata e tranquilla..."
"... Già, e magari narrare le nostre gesta!"
"Era una battuta sarcastica?"
"E la tua domanda?"
"Non cominciare"
"Vai a dare via il culo"
"Non rendermi la vita impossibile"
"Non rompermi i coglioni"
"Non essere aggressivo"
"Non lamentarti sempre"
"Potremmo assumere due pseudonimi: io vorrei uno pseudonimo che non riveli nessun nome, che lasci un'aura di indefinitezza intorno alla mia identità..."
"Sì, meglio lasciarla indefinita..."
"Tu potresti assumere uno pseudonimo che denota la tua enorme carogneria"
"Fanculo"
"Io e te insieme?"
"Perché, non ti va?"
"Non rispondere a una domanda con un'altra domanda"
"Potremmo concederci una vita agiata e tranquilla..."
"... Già, e magari narrare le nostre gesta!"
"Era una battuta sarcastica?"
"E la tua domanda?"
"Non cominciare"
"Vai a dare via il culo"
"Non rendermi la vita impossibile"
"Non rompermi i coglioni"
"Non essere aggressivo"
"Non lamentarti sempre"
"Potremmo assumere due pseudonimi: io vorrei uno pseudonimo che non riveli nessun nome, che lasci un'aura di indefinitezza intorno alla mia identità..."
"Sì, meglio lasciarla indefinita..."
"Tu potresti assumere uno pseudonimo che denota la tua enorme carogneria"
"Fanculo"
Fanculo
Avevano avuto il tempo di vedere Peggy e Kate affacciate alla finestra della cucina ma quando entrarono nella casa non c'erano più eppure non potevano essere uscite, le avrebbero incontrate. Chiusero a chiave la porta e ispezionarono tutta la casa guardando dappertutto, dentro gli armadi, sotto i letti, in soffitta... non rimaneva che la cantina, dove erano nascosti i due bidoni d'acciaio.
Kate e Peggy non erano nemmeno lì e nemmeno i due bidoni.
"L'effetto sta finendo"
"E' stato bello!"
"Non sempre!"
"Mezzo pieno!"
"Mezzo vuoto!"
"Fanculo"
Kate e Peggy non erano nemmeno lì e nemmeno i due bidoni.
"L'effetto sta finendo"
"E' stato bello!"
"Non sempre!"
"Mezzo pieno!"
"Mezzo vuoto!"
"Fanculo"
La fine del viaggio
Peggy e Kate erano alla finestra della cucina quando due macchine, una Bentley e una Jaguar, entrarono nel parcheggio.
"Presto! scendiamo in cantina!"
"Cosa facciamo?"
"Lo so io, tu aiutami a spostare i bidoni"
"Dove?"
"Lo sai dove siamo?"
"Certo!"
"No, non lo sai, siamo sul primo tumulo di Lydden Hill, abbiamo una via di uscita"
"Dove?"
"Tu devi solo dire Apriti e la via si spalancherà"
"Ci seguiranno?"
"Devi dare l'ordine!"
"Apriti!"
La roccia divenne una porta e si aprì. Uscirono.
Dal fondo della valle saliva una nebbia densa e grigia, come un alito millenario.Lei andò verso il lago, Peggy la seguì.
"Un giorno questo fiume sarà un mare" disse. Ma lei guardava lontano, forse indietro, verso i bastioni del passato.
"... e i nostri nipoti giocheranno con le onde, gli gnu torneranno all'ovile e la cutrettola tornerà fare il nido in soffitta".
"Un giorno, forse."
"Dove siamo'"
"Non lo so ancora, o a Knowth o a Cerveteri" disse Peggy facendo rotolare un bidone.
"Preferirei Knowth" disse Kate spingendo l'altro.
Peggy non aveva ancora detto a Kate che qualcuno aveva annacquato la roba.
"Presto! scendiamo in cantina!"
"Cosa facciamo?"
"Lo so io, tu aiutami a spostare i bidoni"
"Dove?"
"Lo sai dove siamo?"
"Certo!"
"No, non lo sai, siamo sul primo tumulo di Lydden Hill, abbiamo una via di uscita"
"Dove?"
"Tu devi solo dire Apriti e la via si spalancherà"
"Ci seguiranno?"
"Devi dare l'ordine!"
"Apriti!"
La roccia divenne una porta e si aprì. Uscirono.
Dal fondo della valle saliva una nebbia densa e grigia, come un alito millenario.Lei andò verso il lago, Peggy la seguì.
"Un giorno questo fiume sarà un mare" disse. Ma lei guardava lontano, forse indietro, verso i bastioni del passato.
"... e i nostri nipoti giocheranno con le onde, gli gnu torneranno all'ovile e la cutrettola tornerà fare il nido in soffitta".
"Un giorno, forse."
"Dove siamo'"
"Non lo so ancora, o a Knowth o a Cerveteri" disse Peggy facendo rotolare un bidone.
"Preferirei Knowth" disse Kate spingendo l'altro.
Peggy non aveva ancora detto a Kate che qualcuno aveva annacquato la roba.
Sintesi?
La Jaguar affiancò la Bentley. Solo allora Carnet si accorse che era la sua Bentley e che al volante c'era lui.
"Bella botta, eh?"
"Cosa intendi?"
"Il parabrezza"
"Cosa ha il parabrezza?"
"E' a pezzi"
"E allora?"
"Allora ti ho visto"
"Anch'io"
"Ma io non ho investito nessuno"
"Se ti riferisci a quella storia in Hyde Park, io non c'entravo"
"No, parlo dei due vecchi che hai travolto mezz'ora fa"
"Vecchi? Erano due volpi!"
"Due vecchie volpi. Può essere"
"Dove stai andando?"
"Dove vai tu"
"Ovvio!"
"Ne hai ancora?"
"Di cosa?"
"Lo sai benissimo!"
"Qui no, ma dovrebbe essercene in abbondanza a Lydden Hill"
"E' buona?"
"Direi di sì, salti ontologici, sdoppiamento di personalità... però devi continuare a prenderla, l'effetto prima o poi finisce"
"Lo temevo"
Entrarono insieme nel posteggio del circuito.
"Bella botta, eh?"
"Cosa intendi?"
"Il parabrezza"
"Cosa ha il parabrezza?"
"E' a pezzi"
"E allora?"
"Allora ti ho visto"
"Anch'io"
"Ma io non ho investito nessuno"
"Se ti riferisci a quella storia in Hyde Park, io non c'entravo"
"No, parlo dei due vecchi che hai travolto mezz'ora fa"
"Vecchi? Erano due volpi!"
"Due vecchie volpi. Può essere"
"Dove stai andando?"
"Dove vai tu"
"Ovvio!"
"Ne hai ancora?"
"Di cosa?"
"Lo sai benissimo!"
"Qui no, ma dovrebbe essercene in abbondanza a Lydden Hill"
"E' buona?"
"Direi di sì, salti ontologici, sdoppiamento di personalità... però devi continuare a prenderla, l'effetto prima o poi finisce"
"Lo temevo"
Entrarono insieme nel posteggio del circuito.
Intervento diplomatico
L'assistente di Lefevbre doveva assolutamente comunicare a qualcuno le sue informazioni, era ormai consapevole che solo lui avrebbe potuto salvare il mondo. Se Taffery fosse riuscito nel suo proposito gli inglesi avrebbero dato la colpa ai francesi, il danno sarebbe stato irreparabile e le conseguenze disastrose. L'Ammiraglio Peacock era con Lefevbre, quindi anche lui irraggiungibile (molto di più di quanto non pensasse). Doveva contattare qualcun altro, uno di cui potersi fidare... trovato! Il nipote del commodoro poteva fare al suo caso. Telefonò al SISBO, il direttore Peacock era fuori sede ma le referenze diplomatiche ebbero il loro effetto. Non più tardi di 6 secondi dopo i due uomini stavano parlando. Il giovane Peacock ricordava bene la conversazione avuta con lo zio nei cessi pubblici di Covent Garden. Anche se in quel momento non c'era lo zio non era solo, i riservisti dei Royal Marines erano tutti dalla loro parte e una azione militare non era da scartare... Dopo il buon fine dell'operazione avrebbe pensato a giustificarla, avrebbero potuto trovare armi ed esplosivi sui mezzi arrivati dalla Francia.
I riservisti aspettavano la chiamata da anni, erano sempre pronti all'azione. Entrò prima in azione la brigata del Kent. Identificarono l'obiettivo, ruspe, mezzi anfibi, autopompe, una vera colonna di mezzi militari ben mimetizzati, in Inghilterra con la scusa di un piccolo terremoto. I tiratori scelti circondarono l'ampio piazzale utilizzato come base, al comando di Oliver Rolling aprirono il fuoco, un colpo solo ciascuno, nello stesso istante, un colpo di frusta. I terroristi si afflosciarono tutti, nello stesso istante. Tutti tranne uno, era andato a pisciare.
"Sono un cittadino francese" gridò alzando le mani.
"Era meglio che non lo dicessi" disse Oliver, spuntando alle sue spalle con il suo coltello preferito nella mano destra, mano che utilizzò per tagliargli la gola.
I riservisti salirono sui mezzi e li riportarono sui traghetti francesi con cui avevano attraversato la Manica. Come preda di guerra si tennero le armi e gli esplosivi.
"Tutto fatto. Avvisa Archie che siamo sempre pronti"
"Ben fatto, Generale. Lo zio ha grande stima di lei"
"Come è andata?"
"Bene, ora è un problema vostro"
"Dei corpi cosa ne avete fatto?"
"Sono dentro l'autopompa rossa"
"Buon lavoro, Peacock!"
"Altrettanto, giovanotto! Auguri per la sua promozione"
"Promozione?"
"Non appena il suo capo saprà quello che lei ha fatto"
Il traghetto che trasportava l'autopompa rossa naufragò sulla via del ritorno. Tutti i membri dell'equipaggio vennero salvati da alcune navi della flotta francese che stavano facendo delle manovre nei dintorni.
Da una delle colline circostanti un uomo aveva assistito all'accaduto.
"Queste scene le fanno proprio bene! Sembra tutto vero... prima o poi questo film lo andrò a vedere"
I riservisti aspettavano la chiamata da anni, erano sempre pronti all'azione. Entrò prima in azione la brigata del Kent. Identificarono l'obiettivo, ruspe, mezzi anfibi, autopompe, una vera colonna di mezzi militari ben mimetizzati, in Inghilterra con la scusa di un piccolo terremoto. I tiratori scelti circondarono l'ampio piazzale utilizzato come base, al comando di Oliver Rolling aprirono il fuoco, un colpo solo ciascuno, nello stesso istante, un colpo di frusta. I terroristi si afflosciarono tutti, nello stesso istante. Tutti tranne uno, era andato a pisciare.
"Sono un cittadino francese" gridò alzando le mani.
"Era meglio che non lo dicessi" disse Oliver, spuntando alle sue spalle con il suo coltello preferito nella mano destra, mano che utilizzò per tagliargli la gola.
I riservisti salirono sui mezzi e li riportarono sui traghetti francesi con cui avevano attraversato la Manica. Come preda di guerra si tennero le armi e gli esplosivi.
"Tutto fatto. Avvisa Archie che siamo sempre pronti"
"Ben fatto, Generale. Lo zio ha grande stima di lei"
"Come è andata?"
"Bene, ora è un problema vostro"
"Dei corpi cosa ne avete fatto?"
"Sono dentro l'autopompa rossa"
"Buon lavoro, Peacock!"
"Altrettanto, giovanotto! Auguri per la sua promozione"
"Promozione?"
"Non appena il suo capo saprà quello che lei ha fatto"
Il traghetto che trasportava l'autopompa rossa naufragò sulla via del ritorno. Tutti i membri dell'equipaggio vennero salvati da alcune navi della flotta francese che stavano facendo delle manovre nei dintorni.
Da una delle colline circostanti un uomo aveva assistito all'accaduto.
"Queste scene le fanno proprio bene! Sembra tutto vero... prima o poi questo film lo andrò a vedere"
sabato 23 febbraio 2008
L'incidente
L'idea di Lady Hinshelwood non era male. Scesi dall'Aston Martin salirono su una Silver Shadow del 1960. Lui come autista, lei sull'ampio sedile posteriore, avrebbero ingannato chiunque, sarebbero sembrati due normali personaggi della borghesia inglese. La Rolls era in perfette condizioni, la vernice perfetta grazie ad un generoso strato di cera, il motore ticchettava come un orologio di marca. Per prudenza scelsero strade secondarie procedendo a velocità ridotta, come si conviene ad una gita in campagna. Sapere di essere ricercato dalla polizia non lasciava certo tranquillo Jason ma la presenza di Lady Cophetua lo rassicurava, la vecchia aveva sempre la soluzione sotto mano e, quando non l'aveva, riusciva sempre a corrompere qualcun altro, quello che aveva la soluzione. Il risultato era lo stesso.
La vecchia dormicchiava mentre si stavano avvicinando a Lydden Hill. Jason stava per imboccare la A2 quando sullo svincolo, contromano, arrivò a velocità sostenuta un taxi. La Rolls cercò scampo sulla sinistra ma rimbalzò sul robusto guard rail, si mise di traverso e fu centrata in pieno dal taxi che non aveva neppure accennato ad una frenata. L'urto fu così violento che i tre occupanti non ebbero modo di accorgersi che le due auto avevano preso fuoco.
Il botto richiamò l'attenzione di un uomo appoggiato al parapetto di un ponte sul canale che costeggiava l'autostrada.
La vecchia dormicchiava mentre si stavano avvicinando a Lydden Hill. Jason stava per imboccare la A2 quando sullo svincolo, contromano, arrivò a velocità sostenuta un taxi. La Rolls cercò scampo sulla sinistra ma rimbalzò sul robusto guard rail, si mise di traverso e fu centrata in pieno dal taxi che non aveva neppure accennato ad una frenata. L'urto fu così violento che i tre occupanti non ebbero modo di accorgersi che le due auto avevano preso fuoco.
Il botto richiamò l'attenzione di un uomo appoggiato al parapetto di un ponte sul canale che costeggiava l'autostrada.
Addio ammiraglio!
Lefevbre. prima di arrivare a Calais, aveva le idee chiare su quello che stava succedendo e quel Taffery, o in qualsiasi altro modo si chiamasse, andava eliminato. Bisognava farlo senza chiasso perchè le protezioni di cui godeva venivano dall'alto. Chiamò il suo assistente. Doveva chiamare l'ambasciata francese di Kabul, doveva chiedere con codice rosso tutte le informazioni che riguardavano la madre di Taffery, nata a Nangarhar e probabile fiancheggiatrice dei talebani.
"Taffery? Ho controllato anch'io, sua madre è viva e abita a Carcassonne, fuori dalla porta sud, vicino all'Hotel Vicomte!"
"Io parlo di un terrorista, tu parli di coperture!"
"Ma i documenti..."
"Sono serviti solo per infiltrarsi ma ora abbiamo scoperto la verità"
"Laureato a Tolosa in scienze politiche dopo licenza a pieni voti al liceo cattolico Michel-Montaigne di Bordeaux, scuole inferiori a Saint Jean de Luz, asilo a Biarritz dove è nato il..."
"Hai guardato anche i miei documenti?"
"No, non mi permetterei mai"
"Guardali"
"Lo farò"
"Subito!"
"Eccoli"
"Leggi ad alta voce"
"Sissignore! Laureato a Tolosa in scienze politiche dopo licenza a pieni voti al liceo cattolico Michel-Montaigne di Bordeaux, scuole inferiori a Saint Jean de Luz, asilo a Biarritz dove è nato il..."
"Ora leggi i tuoi"
"Sissignore!... geometra, diplomato all'istituto tecnico di Montpellier, nato a Montpellier dove risiede... Signore, i miei dati sono falsi!"
"Quindi anche gli altri sono falsi Ora sbrigati che dobbiamo eliminare quel traditore!"
Gli dispiaceva dovere eliminare uno dei più brillanti agenti del suo servizio, ma questa volta l'aveva fatta grossa. Cercare di invadere da solo l'Inghilterra mandando a rotoli un progetto che era costato anni di lavoro e grandi investimenti... Doveva farlo, l'ammiraglio Peacock avrebbe potuto vantarsi, insieme al suo collega francese aveva sventato un attacco terroristico, l'ideatore, nato in una provincia afghana confinante con il Pakistan, era stato eliminato, nel suo covo erano stati trovati documenti di importanza strategica.
A Calais lo aspettava l'ammiraglio Peacock a bordo dell'hovercraft. Partirono immediatamente per Dover. Quando erano a poche miglia dalla costa l'ultimo container di bario esplose sotto di loro. Il sogno del commodoro, quello di morire in mare, si era avverato, quello di Lefevbre, di andare in pensione in Martinica, nella sua bella casa sulla spiaggia, no.
L'assistente di Lefevbre aveva trovato le informazioni richieste (la madre di Taffery era stata arrestata prima di un attentato assieme a due dei suoi figli) ma non riuscì a contattare il capo sul suo telefono satellitare.
"Taffery? Ho controllato anch'io, sua madre è viva e abita a Carcassonne, fuori dalla porta sud, vicino all'Hotel Vicomte!"
"Io parlo di un terrorista, tu parli di coperture!"
"Ma i documenti..."
"Sono serviti solo per infiltrarsi ma ora abbiamo scoperto la verità"
"Laureato a Tolosa in scienze politiche dopo licenza a pieni voti al liceo cattolico Michel-Montaigne di Bordeaux, scuole inferiori a Saint Jean de Luz, asilo a Biarritz dove è nato il..."
"Hai guardato anche i miei documenti?"
"No, non mi permetterei mai"
"Guardali"
"Lo farò"
"Subito!"
"Eccoli"
"Leggi ad alta voce"
"Sissignore! Laureato a Tolosa in scienze politiche dopo licenza a pieni voti al liceo cattolico Michel-Montaigne di Bordeaux, scuole inferiori a Saint Jean de Luz, asilo a Biarritz dove è nato il..."
"Ora leggi i tuoi"
"Sissignore!... geometra, diplomato all'istituto tecnico di Montpellier, nato a Montpellier dove risiede... Signore, i miei dati sono falsi!"
"Quindi anche gli altri sono falsi Ora sbrigati che dobbiamo eliminare quel traditore!"
Gli dispiaceva dovere eliminare uno dei più brillanti agenti del suo servizio, ma questa volta l'aveva fatta grossa. Cercare di invadere da solo l'Inghilterra mandando a rotoli un progetto che era costato anni di lavoro e grandi investimenti... Doveva farlo, l'ammiraglio Peacock avrebbe potuto vantarsi, insieme al suo collega francese aveva sventato un attacco terroristico, l'ideatore, nato in una provincia afghana confinante con il Pakistan, era stato eliminato, nel suo covo erano stati trovati documenti di importanza strategica.
A Calais lo aspettava l'ammiraglio Peacock a bordo dell'hovercraft. Partirono immediatamente per Dover. Quando erano a poche miglia dalla costa l'ultimo container di bario esplose sotto di loro. Il sogno del commodoro, quello di morire in mare, si era avverato, quello di Lefevbre, di andare in pensione in Martinica, nella sua bella casa sulla spiaggia, no.
L'assistente di Lefevbre aveva trovato le informazioni richieste (la madre di Taffery era stata arrestata prima di un attentato assieme a due dei suoi figli) ma non riuscì a contattare il capo sul suo telefono satellitare.
Uno dopo l'altro...
Il sole la abbagliava mentre camminava sul ciglio della strada, ogni tanto inciampava su una zolla, i suoi tacchi non erano l'ideale per una passeggiata in campagna.
"Maria!"
"Maria!"
"Bisognerebbe frustarla! Quando ti serve non c'è mai, mi arrangerò da sola, come al solito"
Maria, una matura italiana di Pordenone, era stata al suo servizio cinquant'anni prima, subito prima che Isa si sposasse. Servizievole, mite di natura, l'aveva sempre seguita, aveva assecondato la sua indole, non aveva mai battuto ciglio di fronte ai suoi insulti o ai suoi capricci. Lo avrebbe fatto ancora ma purtroppo era morta 32 anni prima.
Si era agitata e come ogni volta che si agitava sentiva una irresistibile necessità di pisciare. Si abbassò le mutande di lino, si accucciò e per evitare che la scarpa destra si bagnasse spostò il peso dall'altra parte. I muscoli del vecchio corpo, indeboliti dall'età e dalla inattività, non furono in grado di contrastare l'improvviso spostamento, Isa rotolò lungo la scarpata del canale, piombò nell'acqua, annaspò per qualche istante, affondò. L'acqua, che scorreva lenta verso sud, restituì il corpo, che aveva urtato contro un pilone di un piccolo ponte, una trentina di metri più avanti.
L'uomo appoggiato al parapetto stava fumando una sigaretta pensando a tutto quello che era successo in qugli ultimi minuti. Solo quando stava per gettare in acqua il mozzicone vide il cadavere di una vecchia signora galleggiare sotto il ponte, impigliata nei ferri arrugginiti che uscivano da uno dei piloni.
"Maria!"
"Maria!"
"Bisognerebbe frustarla! Quando ti serve non c'è mai, mi arrangerò da sola, come al solito"
Maria, una matura italiana di Pordenone, era stata al suo servizio cinquant'anni prima, subito prima che Isa si sposasse. Servizievole, mite di natura, l'aveva sempre seguita, aveva assecondato la sua indole, non aveva mai battuto ciglio di fronte ai suoi insulti o ai suoi capricci. Lo avrebbe fatto ancora ma purtroppo era morta 32 anni prima.
Si era agitata e come ogni volta che si agitava sentiva una irresistibile necessità di pisciare. Si abbassò le mutande di lino, si accucciò e per evitare che la scarpa destra si bagnasse spostò il peso dall'altra parte. I muscoli del vecchio corpo, indeboliti dall'età e dalla inattività, non furono in grado di contrastare l'improvviso spostamento, Isa rotolò lungo la scarpata del canale, piombò nell'acqua, annaspò per qualche istante, affondò. L'acqua, che scorreva lenta verso sud, restituì il corpo, che aveva urtato contro un pilone di un piccolo ponte, una trentina di metri più avanti.
L'uomo appoggiato al parapetto stava fumando una sigaretta pensando a tutto quello che era successo in qugli ultimi minuti. Solo quando stava per gettare in acqua il mozzicone vide il cadavere di una vecchia signora galleggiare sotto il ponte, impigliata nei ferri arrugginiti che uscivano da uno dei piloni.
Il viale del tramonto
Il tassista era simpatico, parlava lentamente in un cockney che avrebbe potuto essere di Plaistow, un sobborgo della zona est, caratterizzato da una forte presenza di cattolici. Gli piaceva di più il papa precedente, ma in fin dei conti non toccava a lui emettere giudizi...
Isa ascoltava senza intervenire.
"Se disturbo, mi avverta"
"Niente affatto, la ascolto volentieri"
"D'altra parte il viaggio è lungo..."
"Non si scusi, va bene così"
"E' un piacere servire clienti come lei"
"Grazie"
"C'è poco traffico, oggi"
"Forse è per via del terremoto"
"Terremoto? Dove?"
"Dove stiamo andando noi"
"Non me lo poteva dire prima?"
"Lei non lo ha chiesto?"
"Come facevo a chiederlo se non ne sapevo niente? Dovrei forse chiedere a tutti i clienti se c'è stato un terremoto là dove mi chiedono di andare?"
"Io non faccio il tassista, sono affari suoi"
"Non si approfitti di me, non sono il tipo da porgere l'altra guancia!"
"Temo, giovanotto, che lei sia un po' paranoico"
"Forse è meglio che stiamo zitti"
"Forse è meglio che lei faccia il suo lavoro e la smetta con questi discorsi del cazzo!"
"Cara signora, lei è arrivata!" disse il tassista mentre rallentando ed avvicinandosi al ciglio della strada"
"Ma lei è pazzo?"
"Sì, signora, e lei è a piedi" disse mentre ripartiva sgommando.
"Non si è nemmeno fatto pagare..." pensò Isa, che pur non avendo capito cosa era successo cominciò ad avviarsi mentre il tassista faceva inversione di marcia attarversando irregolarmente l'aiuola centrale.
Poche decine di metri più in là un corpo straziato giaceva sull'asfalto.
"Che disordine!" Isa era davvero arrabbiata, il personale di servizio non conosceva più i propri doveri... le strade andavano pulite!
"E questo cos'è? Buttano via anche cose così belle! Proprio strano questo posto, devo proprio parlare con il direttore... in ogni caso qui non ci torno più" e così dicendo raccolse la spilla e la guardò.
"Questi cinesi fanno proprio di tutto" disse gettando la spilla nel canale che correva a lato della strada.
"Il sangue mi ha sempre dato fastidio" disse poi pulendosi le suole delle scarpe sfregandole sul terriccio ai bordi dell'asfalto.
Ricominciò a camminare proteggendosi gli occhi con la mano; il sole di mezzogiorno, ancora basso per via della stagione, la colpiva in pieno volto.
Isa ascoltava senza intervenire.
"Se disturbo, mi avverta"
"Niente affatto, la ascolto volentieri"
"D'altra parte il viaggio è lungo..."
"Non si scusi, va bene così"
"E' un piacere servire clienti come lei"
"Grazie"
"C'è poco traffico, oggi"
"Forse è per via del terremoto"
"Terremoto? Dove?"
"Dove stiamo andando noi"
"Non me lo poteva dire prima?"
"Lei non lo ha chiesto?"
"Come facevo a chiederlo se non ne sapevo niente? Dovrei forse chiedere a tutti i clienti se c'è stato un terremoto là dove mi chiedono di andare?"
"Io non faccio il tassista, sono affari suoi"
"Non si approfitti di me, non sono il tipo da porgere l'altra guancia!"
"Temo, giovanotto, che lei sia un po' paranoico"
"Forse è meglio che stiamo zitti"
"Forse è meglio che lei faccia il suo lavoro e la smetta con questi discorsi del cazzo!"
"Cara signora, lei è arrivata!" disse il tassista mentre rallentando ed avvicinandosi al ciglio della strada"
"Ma lei è pazzo?"
"Sì, signora, e lei è a piedi" disse mentre ripartiva sgommando.
"Non si è nemmeno fatto pagare..." pensò Isa, che pur non avendo capito cosa era successo cominciò ad avviarsi mentre il tassista faceva inversione di marcia attarversando irregolarmente l'aiuola centrale.
Poche decine di metri più in là un corpo straziato giaceva sull'asfalto.
"Che disordine!" Isa era davvero arrabbiata, il personale di servizio non conosceva più i propri doveri... le strade andavano pulite!
"E questo cos'è? Buttano via anche cose così belle! Proprio strano questo posto, devo proprio parlare con il direttore... in ogni caso qui non ci torno più" e così dicendo raccolse la spilla e la guardò.
"Questi cinesi fanno proprio di tutto" disse gettando la spilla nel canale che correva a lato della strada.
"Il sangue mi ha sempre dato fastidio" disse poi pulendosi le suole delle scarpe sfregandole sul terriccio ai bordi dell'asfalto.
Ricominciò a camminare proteggendosi gli occhi con la mano; il sole di mezzogiorno, ancora basso per via della stagione, la colpiva in pieno volto.
Crash
L'incontro col quel rozzo motociclista lo aveva turbato. Anche l'approccio, con l'accusa di furto, non gli era piaciuto per niente, era la prima volta che lo scambiavano per un ladruncolo. L'uomo che lo stava precedendo aveva una vecchia moto, non gli sarebbe stato difficile raggiungerlo anche se ormai doveva avere un certo vantaggio. Eliminò l'overdrive e pigiò sull'acceleratore, la Jaguar fece un balzo in avanti e cominciò a rendere onore al suo nome. La strada era deserta quindi non ebbe alcuna difficoltà a raggiungere le 120 miglia. Davanti a lui ora c'era solo una grossa macchina nera. Il guidatore, forse distratto da qualcosa, si spostò improvvisamente verso il centro della strada. Non c'era più tempo per frenare. Anche Carnet si spostò sulla destra, sbandò col posteriore, controsterzò con le due ruote di destra sullo sterrato e, mentre si rallegrava con sè stesso per la sua abilità, da alcuni cespugli uscirono due persone. Non ci fu nulla da fare. Sentì solo un urlo, fanculo gli sembrò, poi l'impatto le scaraventò in aria, volarono per decine di metri e si spiaccicarono sull'asfalto come due insetti sul parabrezza. Quello che Carnet non vide fu un piccolo oggetto, brillante, lampeggiante, che rimbalzò più volte per poi fermarsi vicino alla chiazza di sangue che si stava allargando intorno alla testa di uno dei due.
Non era la prima volta che una cosa del genere gli capitava e quindì preferì non fermarsi, in caso di necessità sarebbe intervenuta lady Cophetua...
L'unico testimone di quanto era accaduto, prima e dopo, era Jimmy.
"Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!" mormorò certo del fatto che le vittime dell'incidente non fossero dei comuni innocenti.
Non era la prima volta che una cosa del genere gli capitava e quindì preferì non fermarsi, in caso di necessità sarebbe intervenuta lady Cophetua...
L'unico testimone di quanto era accaduto, prima e dopo, era Jimmy.
"Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!" mormorò certo del fatto che le vittime dell'incidente non fossero dei comuni innocenti.
Niente dialogo, questa volta!
Jimmy si stava avvicinando al mare, il profumo di salmastro si mescolava agli odori muffosi della terra che si stava risvegliando... aveva proprio fatto bene ad andarsene dal pub, con Kate o senza Kate stava ricominciando a vivere. Proprio in quel momento qualcuno aveva invece finito di vivere. Poco più avanti, poco prima di un piazzale, due persone coperte da lunghi pastrani stavano trasportando un corpo verso dei cespugli. Istintivamente rallentò ma decise di non fermarsi per evitare rischi, ormai quello che era successo era successo... e in quell momento frenò. Sul ciglio della strada c'era un taccuino di pelle, molto vissuto, probabilmente caduto dalla tasca del malcapitato. Finse di pisciare, poi di allacciarsi una scarpa, lo raccolse e se lo mise nel taschino della camicia. Si guardò alle spalle per assicurarsi che non lo avessero seguito, poi alzò lo sguardo. Una sola macchina era posteggiata nel piazzale, nessuno in vista. Stava decidendo di farsi una birra quando guardò meglio la macchina, una Rover, un vecchio modello, lo stesso di quella che il giorno prima era arrivata davanti al suo pub. Non solo lo stesso modello ma la stessa auto, con i tergicristalli nuovi e, se due più due fanno quattro, Greg doveva essere nei paraggi.
Anche questa volta la matematica stava dando ragione a Jimmy.
Anche questa volta la matematica stava dando ragione a Jimmy.
venerdì 22 febbraio 2008
Occasioni
La Rover mise la freccia, Greg disse di volere una birra. Il piazzale davanti al locale era deserto. Appena spense il motore un colpo secco gli esplose nel cranio. Niente spruzzi di sangue, solo un piccolo buco.
"Avevi dimenticato la spilla ma avevi tenuto la Beretta 418!"
"Mm"
"Spostalo, dài, che dobbiamo ripartire"
"Per andare dove?"
"Via di qua"
"Risposte chiare, mai, eh?"
"Ti sembra il momento? Hai appena ammazzato un uomo!"
"Aveva la spilla"
"Dovevamo trattare"
"Guarda chi è, piuttosto..."
"Urka, hai appena fatto fuori Gregory Fuller"
"Vorrai dir lo abbiamo fatto fuori"
"Lo abbiamo fatto fuori con le tue impronte sulla pistola"
"A questo, sei arrivato?"
"Era solo per fare un esempio"
"Un esempio di cosa?"
"Dai, nascondi il cadavere"
"Nascondilo tu"
"Fanculo"
"Avevi dimenticato la spilla ma avevi tenuto la Beretta 418!"
"Mm"
"Spostalo, dài, che dobbiamo ripartire"
"Per andare dove?"
"Via di qua"
"Risposte chiare, mai, eh?"
"Ti sembra il momento? Hai appena ammazzato un uomo!"
"Aveva la spilla"
"Dovevamo trattare"
"Guarda chi è, piuttosto..."
"Urka, hai appena fatto fuori Gregory Fuller"
"Vorrai dir lo abbiamo fatto fuori"
"Lo abbiamo fatto fuori con le tue impronte sulla pistola"
"A questo, sei arrivato?"
"Era solo per fare un esempio"
"Un esempio di cosa?"
"Dai, nascondi il cadavere"
"Nascondilo tu"
"Fanculo"
On the road
Jimmy stava volando con la sua vecchia BSA sulla scia di una Jaguar. Non si preoccupava dei limiti di velocità perchè non c'era traccia di polizia lungo la A2, tanto valeva fare vedere a quel signorino che lo precedeva quanto valeva la sua vecchia moto.
"Ti saluto, ragazzo!" urlò affiancandosi, con la giusta esultazione di chi non guida da parecchio tempo e scopre che l'amore per il suo mezzo è rimasto inalterato. La sorpresa piombò su di lui mentre si girava verso il guidatore.
"Hai rubato anche questa?"
"Ci conosciamo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"E' forse meglio che ci fermiamo?"
"Non ne vedo il motivo. Ora, se non le dispiace, gradirei non essere più disturbato..."
A quel punto a Greg non rimase altro da fare che accelerare.
"Avrà i suoi buoni motivi... forse la storia di Kate... a proposito Kate dov'era? che due più due non facesse quattro come avevo previsto?" questo ed altri pensieri si affollavano nella testa di Jimmy sferzata dall'aria umida della campagna del Kent.
Accelerando, accelerando raggiunse una Bentley.
"Tutte macchine da signori, questa mattina!"
Stava superando anche questa quando sentì una voce familiare.
"Jimmy, cosa ci fai da queste parti?"
"Carne!?"
"Non mi riconosci?"
"Ma se ti ho appena sorpassato!"
"Certo, lo vedo..."
"No, eri su una Jaguar, ora sei su una Bentley, cosa sta succedendo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"Se mi hai visto su una Jaguar, quello non ero io perchè io sono su una Bentley. Fino a qui ti è chiaro?"
"Sì"
"Se quello sulla Jaguar non sono io, sulla Jaguar c'è un altro. Chiaro?"
"Continua a parlare senza perdere di vista la strada, hai già sbandato due volte"
"Chiaro?"
"Sì"
"Se quello che guida è un altro e l'hai scambiato per me, non può essere che una persona, mio fratello Carnet"
"Siete come due goccie d'acqua"
"Di champagne, direbbe lui"
"Vi siete dati appuntamento?"
"No, mai, non ci vediamo da parecchi anni"
"E allora perchè siete qui?"
"E tu?"
"L'ho chiesto prima io"
"Mi hai detto che Greg è da queste parti e sono venuto a cercarlo" Carne non aveva intenzione di parlare del diario.
"E Greg perchè è venuto qui?"
"Dovremmo chiederlo a lui"
"Speriamo di trovarlo"
"Ci sarà molta confusione più avanti, stai attento"
"Confusione?"
"E' il minimo che possa succedere quando c'è stato un terremoto"
"Un terremoto?"
"Un terremoto"
"Hai notizie di Kate?"
"Ora ho capito perchè sei da queste parti!"
"Ero preoccupato per lei"
"E perchè pensavi che fosse da queste parti?"
"Perchè due più due fa quattro" rispose Jimmy riacquistando fiducia nella matematica.
"Io vado avanti, se la trovo ti avviso"
"Speriamo che non la trovi subito!" mormorò Carne mentre la BSA era già lontanapensando al viso tumefatto della ragazza .
"Ti saluto, ragazzo!" urlò affiancandosi, con la giusta esultazione di chi non guida da parecchio tempo e scopre che l'amore per il suo mezzo è rimasto inalterato. La sorpresa piombò su di lui mentre si girava verso il guidatore.
"Hai rubato anche questa?"
"Ci conosciamo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"E' forse meglio che ci fermiamo?"
"Non ne vedo il motivo. Ora, se non le dispiace, gradirei non essere più disturbato..."
A quel punto a Greg non rimase altro da fare che accelerare.
"Avrà i suoi buoni motivi... forse la storia di Kate... a proposito Kate dov'era? che due più due non facesse quattro come avevo previsto?" questo ed altri pensieri si affollavano nella testa di Jimmy sferzata dall'aria umida della campagna del Kent.
Accelerando, accelerando raggiunse una Bentley.
"Tutte macchine da signori, questa mattina!"
Stava superando anche questa quando sentì una voce familiare.
"Jimmy, cosa ci fai da queste parti?"
"Carne!?"
"Non mi riconosci?"
"Ma se ti ho appena sorpassato!"
"Certo, lo vedo..."
"No, eri su una Jaguar, ora sei su una Bentley, cosa sta succedendo?"
"Sei ubriaco?"
"Stamane no"
"Se mi hai visto su una Jaguar, quello non ero io perchè io sono su una Bentley. Fino a qui ti è chiaro?"
"Sì"
"Se quello sulla Jaguar non sono io, sulla Jaguar c'è un altro. Chiaro?"
"Continua a parlare senza perdere di vista la strada, hai già sbandato due volte"
"Chiaro?"
"Sì"
"Se quello che guida è un altro e l'hai scambiato per me, non può essere che una persona, mio fratello Carnet"
"Siete come due goccie d'acqua"
"Di champagne, direbbe lui"
"Vi siete dati appuntamento?"
"No, mai, non ci vediamo da parecchi anni"
"E allora perchè siete qui?"
"E tu?"
"L'ho chiesto prima io"
"Mi hai detto che Greg è da queste parti e sono venuto a cercarlo" Carne non aveva intenzione di parlare del diario.
"E Greg perchè è venuto qui?"
"Dovremmo chiederlo a lui"
"Speriamo di trovarlo"
"Ci sarà molta confusione più avanti, stai attento"
"Confusione?"
"E' il minimo che possa succedere quando c'è stato un terremoto"
"Un terremoto?"
"Un terremoto"
"Hai notizie di Kate?"
"Ora ho capito perchè sei da queste parti!"
"Ero preoccupato per lei"
"E perchè pensavi che fosse da queste parti?"
"Perchè due più due fa quattro" rispose Jimmy riacquistando fiducia nella matematica.
"Io vado avanti, se la trovo ti avviso"
"Speriamo che non la trovi subito!" mormorò Carne mentre la BSA era già lontanapensando al viso tumefatto della ragazza .
giovedì 21 febbraio 2008
le cose si complicano
I servizi segreti francesi erano talmente segreti che nemmeno uno dei capi, il dottor Lefevbre, conosceva parte dei propri agenti nè i loro informatori. Quando il suo amico Peacock lo aveva chiamato la prima volta gli aveva risposto, in totale buona fede, che non conosceva nessun Taffery. Ma dopo la telefonata dell'aiutante dell'ammiraglio pensò che forse era meglio saperne di più. Si mise subito in contatto con la contabilità, fornendo la sua password.
"Controllate tutte le spese fatte in Inghilterra durante l'ultima settimana"
"Quale conto?"
"Noir, ovviamente!"
"Ho già la risposta"
"Così velocemente?"
"Qualcuno mi ha fatto la stessa richiesta pochi minuti fa"
"Chi?"
"Lei pensa che io possa dirglielo?"
"Lasci stare, so quale è la procedura da quando è cambiato il presidente"
"Le interessano i nomi o il dettaglio?"
"Nomi e totali"
"La linea è sicura?"
"WAP"
"Bene. Non si tratta di grandi cifre ma i totali sono consistenti, i nomi sono cifrati ma non dovrebbe essere un problema per lei! Le stampo l'elenco completo e vengo nel suo ufficio"
"Meglio evitarlo, ci vediamo tra poco in Passage Verdeau, sui gradini a sinistra del museo delle cere, di fronte al negozio di libri usati"
"Tra dieci minuti sono lì"
Lefevbre chiamò subito il suo amico ammiraglio.
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Cerca l'ammiraglio? Sono il suo aiutante. Posso fare qualcosa per lei?"
"Parlare con l'ammiraglio!"
"Può dire a me, provvedo io a riferire"
"Giovanotto, so io cosa posso e non posso fare, cerchi di mettermi in contatto con l'ammiraglio, subito!"
"Sissignore, non volevo mancarle di rispetto..."
"Allora?"
"Subito!"
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Nemmeno io, tant'è vero che vado a vedere da vicino. Sono in elicottero, sto andando là"
"Là dove?"
"Vicino a Dover"
"Cosa è successo?"
"Non ne sai nulla?"
"Parli del terremoto?"
"No, quello non mi preoccupa, mentre il resto..."
"Quale resto?"
"Tu lavori in un bagno turco?"
"Che strana domanda... no, lo sai dove lavoro..."
"Sì, ai servizi segreti... complimenti! State invadendo un tratto di costa inglese e tu non ne sai nulla!"
"L'invasione dell'Inghilterra non era tra i programmi a breve termine! Mi faccio portare a Calais, vieni a prendermi con un hovercraft, riusciremo a parlare senza che ci possano sentire"
"Portati un documento, se ti ferma un soldato ti potrebbe servire"
Nella vetrina c'era in bella vista un libro di acquarelli di Peter Greenaway ma purtroppo il negozio era chiuso per la pausa pranzo. Si ripromise di tornarci in un altro momento quando il solerte funzionario della contabilità piombò alle sue spalle.
"Le ho portato quello che le avevo promesso ma ho scoperto dell'altro..."
"Da noi succede spesso"
"Non ci sono solo uscite, ci sono anche entrate"
"E' la vita... c'è chi scende c'è chi sale"
"Capisco la sua filosofia, ma qui ci sono di mezzo i cinesi!"
"Quanti?"
"Ha importanza?"
"Se uno di loro si chiama Taffery, sì"
"Taffery c'è, ma è nell'elenco delle spese... tutto è cominciato all'Hotel Bellechasse, sulla rive gauche, con un conto astronomico... insieme a lui c'era una signora inglese, una bella donna di nome Catherine Fuller..."
"Bene, allora Taffery esiste. Lei venga con me, devo andare a Calais, mi dirà il resto lungo il viaggio..."
"A Calais? E' il compleanno di mia moglie, abbiamo prenotato..."
"Festeggerà l'anno prossimo, se sarà ancora sposato!"
"Controllate tutte le spese fatte in Inghilterra durante l'ultima settimana"
"Quale conto?"
"Noir, ovviamente!"
"Ho già la risposta"
"Così velocemente?"
"Qualcuno mi ha fatto la stessa richiesta pochi minuti fa"
"Chi?"
"Lei pensa che io possa dirglielo?"
"Lasci stare, so quale è la procedura da quando è cambiato il presidente"
"Le interessano i nomi o il dettaglio?"
"Nomi e totali"
"La linea è sicura?"
"WAP"
"Bene. Non si tratta di grandi cifre ma i totali sono consistenti, i nomi sono cifrati ma non dovrebbe essere un problema per lei! Le stampo l'elenco completo e vengo nel suo ufficio"
"Meglio evitarlo, ci vediamo tra poco in Passage Verdeau, sui gradini a sinistra del museo delle cere, di fronte al negozio di libri usati"
"Tra dieci minuti sono lì"
Lefevbre chiamò subito il suo amico ammiraglio.
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Cerca l'ammiraglio? Sono il suo aiutante. Posso fare qualcosa per lei?"
"Parlare con l'ammiraglio!"
"Può dire a me, provvedo io a riferire"
"Giovanotto, so io cosa posso e non posso fare, cerchi di mettermi in contatto con l'ammiraglio, subito!"
"Sissignore, non volevo mancarle di rispetto..."
"Allora?"
"Subito!"
"Archie, non ci vedo chiaro"
"Nemmeno io, tant'è vero che vado a vedere da vicino. Sono in elicottero, sto andando là"
"Là dove?"
"Vicino a Dover"
"Cosa è successo?"
"Non ne sai nulla?"
"Parli del terremoto?"
"No, quello non mi preoccupa, mentre il resto..."
"Quale resto?"
"Tu lavori in un bagno turco?"
"Che strana domanda... no, lo sai dove lavoro..."
"Sì, ai servizi segreti... complimenti! State invadendo un tratto di costa inglese e tu non ne sai nulla!"
"L'invasione dell'Inghilterra non era tra i programmi a breve termine! Mi faccio portare a Calais, vieni a prendermi con un hovercraft, riusciremo a parlare senza che ci possano sentire"
"Portati un documento, se ti ferma un soldato ti potrebbe servire"
Nella vetrina c'era in bella vista un libro di acquarelli di Peter Greenaway ma purtroppo il negozio era chiuso per la pausa pranzo. Si ripromise di tornarci in un altro momento quando il solerte funzionario della contabilità piombò alle sue spalle.
"Le ho portato quello che le avevo promesso ma ho scoperto dell'altro..."
"Da noi succede spesso"
"Non ci sono solo uscite, ci sono anche entrate"
"E' la vita... c'è chi scende c'è chi sale"
"Capisco la sua filosofia, ma qui ci sono di mezzo i cinesi!"
"Quanti?"
"Ha importanza?"
"Se uno di loro si chiama Taffery, sì"
"Taffery c'è, ma è nell'elenco delle spese... tutto è cominciato all'Hotel Bellechasse, sulla rive gauche, con un conto astronomico... insieme a lui c'era una signora inglese, una bella donna di nome Catherine Fuller..."
"Bene, allora Taffery esiste. Lei venga con me, devo andare a Calais, mi dirà il resto lungo il viaggio..."
"A Calais? E' il compleanno di mia moglie, abbiamo prenotato..."
"Festeggerà l'anno prossimo, se sarà ancora sposato!"
... even Jimmy!
Jimmy stava sommando due più due. Lo aveva fatto diverse volte e il risultato era sempre quattro. Greg se ne era andato nel Kent. Carne lo aveva chiamato per sapere dove era Greg, quindi Carne stava andando nel Kent. Da quel poco che ne sapeva sarebbe bastato che Carne dicesse andiamo e Kate sarebbe andata. Quindi, se voleva rivedere Kate anche lui avrebbe dovuto andare nel Kent, così, se la deduzione era corretta, sarebbero stati in quattro, ottimisticamente Carne e Greg, lui e Kate. In tutto questo forse mancava un passaggio logico (in tal caso sarebbero stati in tre) ma valeva la pena di correre il rischio,
tutt'al più avrebbe riassaporato il gusto dell'aria umida sul viso! Appese il cartello Torno Subito alla porta, la chiuse a chiave e andò nel magazzino, tolse la coperta che proteggeva la sua BSA del 68, accese il motore e partì, capelli al vento, verso il mare.
tutt'al più avrebbe riassaporato il gusto dell'aria umida sul viso! Appese il cartello Torno Subito alla porta, la chiuse a chiave e andò nel magazzino, tolse la coperta che proteggeva la sua BSA del 68, accese il motore e partì, capelli al vento, verso il mare.
The same old story - Update
Jason stava riflettendo. Carne era scappato dalla clinica, prima o poi si sarebbe messo sulle sue tracce e, conoscendolo bene, prima o poi lo avrebbe trovato. Questa volta aveva bisogno di aiuto. Altre volte, in altre situazioni, aveva sempre cercato di cavarsela da solo ma questa era una vera emergenza, solo un intervento diplomatico avrebbe potuto se non risolvere il problema, minimizzarne le conseguenze. Quello che stava per fare avrebbe ulteriormente compromesso la sua libertà d'azione ma Jason, con i suoi trascorsi, non aveva molte persone su cui appoggiarsi. Chiamare Lady Cophetua gli costava fatica ma non poteva, a quel punto, fare altro.
"Sono Jason Spengler"
"Lei cerca Lady Hinshelwood?"
"Certo, non vorrà che io abbia chiamato per parlare con lei"
"Ma non voleva parlare con lei?"
"Ho capito il malinteso, sì vorrei parlare con lei, non con te!"
"Mi dispiace, signore, si sta vestendo e ha detto che non vuole essere disturbata"
"Per cortesia, faccia quello che le dico, torni da lei dicendo che Jason sta arrivando per andare, di tutta fretta, nella casa che lei sa, nel Kent"
"La signora mi ha detto di chiederle che macchina ha"
"E' rincoglionita? Ci sono cose più importanti"
"La signora non è rincoglionita, signore, ci sono due macchine della polizia davanti a casa, molto probabilmente la stanno cercando"
"Solito malinteso possibile, stanno cercando me o lei?"
"Dovrei darle del tu per farmi capire"
"Vai. permesso accordato"
"Ti stanno cercando"
"Cazzo!"
"Signore..."
"Scusami"
"Mi piacerebbe annullare il livello di confidenza che si è instaurato"
"Mi scusi per il mio linguaggio"
"Non si preoccupi, sono abituata a quello della signora!"
"Ha un'idea?"
"Chi io?"
"Era meglio rimanere lul livello di confidenza precedente"
"Ho capito. Non lo so"
"Chiedilo alla signora"
"Forse non ce ne è bisogno, utilizziamo un vecchio trucco... ha funzionato altre volte"
"Posso saperne di più?"
"Appuntamento tra mezz'ora alla stazione di London Bridge, ultimo sportello a sinistra"
"Grazie!"
Dieci minuti dopo questa telefonata Lady Hinshelwood uscì di casa e salì sul taxi che la stava aspettando. Indossava un tailleur di Chanel, un po' troppo attillato per la sua età, e un cappellino con veletta, secondo la moda dei reali, di Philip Treacy. Nel salire la gonna, stretta sulle ginocchia, le creò una certa difficoltà ma solo per alcuni secondi. Una delle due macchine della polizia si mosse sulla scia del taxi. L'altra rimase, nel caso il ricercato si facesse vivo. Dopo qualche minuto la porta di casa Hinshelwood si aprì di nuovo e questa volta ad uscire fu la cameriera, col suo lungo abito scuro coperto da un leggero Husky, al braccio teneva una grande borsa per la spesa, ai piedi un paio di comode polacchine. Lo sguardo dei poliziotti la seguì fino alla fermata dell'autobus poi ritornò al portone di casa.
"Jason Spengler!"
"Cosa fai qui, la tua padrona dove è?"
"Cosa è tutta questa confidenza?"
"L'ultima volta eravamo tornati al livello di confidenza"
"Con tua sorella, forse"
"Non ho sorelle"
"Lo so, era un modo di dire"
"Rifaccio la domanda, la sua padrona dove è?"
"Sono io la mia padrona, il trucco ha funzionato, la polizia sta controllando la mia cameriera da Fortnum & Mason"
"Grande!"
"Un trucco da bambini, che macchina hai?"
"Una Aston Martin"
"Una più comune no, vero? Vuoi proprio che ti trovino!"
"Vuoi che prendiamo il treno?"
"No, corriamo dei rischi. Ho un'altra idea. Andiamo fino alla vecchia stazione di Camberwell Green, ora è diventata un'officina, lì possiamo cambiare macchina, lì c'è un amico.."
"Lo conosci bene?"
"Più che bene!"
"Dai tempi di quella vecchia storia?"
"Vecchia? Ma allora non hai capito un cazzo!"
"Sono Jason Spengler"
"Lei cerca Lady Hinshelwood?"
"Certo, non vorrà che io abbia chiamato per parlare con lei"
"Ma non voleva parlare con lei?"
"Ho capito il malinteso, sì vorrei parlare con lei, non con te!"
"Mi dispiace, signore, si sta vestendo e ha detto che non vuole essere disturbata"
"Per cortesia, faccia quello che le dico, torni da lei dicendo che Jason sta arrivando per andare, di tutta fretta, nella casa che lei sa, nel Kent"
"La signora mi ha detto di chiederle che macchina ha"
"E' rincoglionita? Ci sono cose più importanti"
"La signora non è rincoglionita, signore, ci sono due macchine della polizia davanti a casa, molto probabilmente la stanno cercando"
"Solito malinteso possibile, stanno cercando me o lei?"
"Dovrei darle del tu per farmi capire"
"Vai. permesso accordato"
"Ti stanno cercando"
"Cazzo!"
"Signore..."
"Scusami"
"Mi piacerebbe annullare il livello di confidenza che si è instaurato"
"Mi scusi per il mio linguaggio"
"Non si preoccupi, sono abituata a quello della signora!"
"Ha un'idea?"
"Chi io?"
"Era meglio rimanere lul livello di confidenza precedente"
"Ho capito. Non lo so"
"Chiedilo alla signora"
"Forse non ce ne è bisogno, utilizziamo un vecchio trucco... ha funzionato altre volte"
"Posso saperne di più?"
"Appuntamento tra mezz'ora alla stazione di London Bridge, ultimo sportello a sinistra"
"Grazie!"
Dieci minuti dopo questa telefonata Lady Hinshelwood uscì di casa e salì sul taxi che la stava aspettando. Indossava un tailleur di Chanel, un po' troppo attillato per la sua età, e un cappellino con veletta, secondo la moda dei reali, di Philip Treacy. Nel salire la gonna, stretta sulle ginocchia, le creò una certa difficoltà ma solo per alcuni secondi. Una delle due macchine della polizia si mosse sulla scia del taxi. L'altra rimase, nel caso il ricercato si facesse vivo. Dopo qualche minuto la porta di casa Hinshelwood si aprì di nuovo e questa volta ad uscire fu la cameriera, col suo lungo abito scuro coperto da un leggero Husky, al braccio teneva una grande borsa per la spesa, ai piedi un paio di comode polacchine. Lo sguardo dei poliziotti la seguì fino alla fermata dell'autobus poi ritornò al portone di casa.
"Jason Spengler!"
"Cosa fai qui, la tua padrona dove è?"
"Cosa è tutta questa confidenza?"
"L'ultima volta eravamo tornati al livello di confidenza"
"Con tua sorella, forse"
"Non ho sorelle"
"Lo so, era un modo di dire"
"Rifaccio la domanda, la sua padrona dove è?"
"Sono io la mia padrona, il trucco ha funzionato, la polizia sta controllando la mia cameriera da Fortnum & Mason"
"Grande!"
"Un trucco da bambini, che macchina hai?"
"Una Aston Martin"
"Una più comune no, vero? Vuoi proprio che ti trovino!"
"Vuoi che prendiamo il treno?"
"No, corriamo dei rischi. Ho un'altra idea. Andiamo fino alla vecchia stazione di Camberwell Green, ora è diventata un'officina, lì possiamo cambiare macchina, lì c'è un amico..""Lo conosci bene?"
"Più che bene!"
"Dai tempi di quella vecchia storia?"
"Vecchia? Ma allora non hai capito un cazzo!"
Action
Archibald Peacock, capo della polizia, osservava attentamente i filmati ripresi dalle telecamere piazzate nella zona di Dover. Dalla Francia erano arrivati parecchi traghetti con ruspe, mezzi anfibi, autopompe... una sorta di azione paramilitare.
"Questi francesi mi stanno sulle balle... per un terremoto da quattro mattoni su un marciapiede mi sembra esagerato tutto questo!" pensò con una punta di preoccupazione... Quel Taffery, chiunque fosse, doveva entrarci in qualche modo. E anche la vecchia non doveva essere estranea a quello che stava succedendo.
"Chiama il Dottor Lefevbre" disse al suo aiutante.
"A Parigi?"
"Tu chiamalo, non mi interessa dove. Poi avverti i comandi di Dover, Folkestone e anche di Canterbury, dicendo loro di stare all'erta, si tratta di una emergenza nazionale. Poi dì al comandante dell'elicottero di prepararsi a decollare tra poco... Dimenticavo, fai controllare Lady Hinshelwood, se esce di casa non la devono perdere d'occhio"
"Questi francesi mi stanno sulle balle... per un terremoto da quattro mattoni su un marciapiede mi sembra esagerato tutto questo!" pensò con una punta di preoccupazione... Quel Taffery, chiunque fosse, doveva entrarci in qualche modo. E anche la vecchia non doveva essere estranea a quello che stava succedendo.
"Chiama il Dottor Lefevbre" disse al suo aiutante.
"A Parigi?"
"Tu chiamalo, non mi interessa dove. Poi avverti i comandi di Dover, Folkestone e anche di Canterbury, dicendo loro di stare all'erta, si tratta di una emergenza nazionale. Poi dì al comandante dell'elicottero di prepararsi a decollare tra poco... Dimenticavo, fai controllare Lady Hinshelwood, se esce di casa non la devono perdere d'occhio"
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