giovedì 7 febbraio 2008

V 3.01

Mister C. era decisamente stanco. Poche ore prima, sul treno, aveva invitato una donna affascinante. L'appuntamento era previsto all'ora di cena in fondo a Portobello Road ma lui ormai non aveva più nè voglia nè intenzione di andarci. Non aveva voglia di guidare, non aveva voglia di ripetere la solita pantomima per poi arrivare a rotolarsi per un pò tra le lenzuola di casa sua per poi sperare che lei se ne andasse... per poi rifare il letto, cosa noiosissima... In fin dei conti non si era nemmeno presentato e poi molto probabilmente lei non sarebbe nemmeo andata all'appuntamento... aveva accettato troppo facilmente e lui sapeva che se una donna vuole una cosa davvero finge di rifiutarla. Non sarebbe andata, ne era certo. E allora perchè doveva andarci lui?

Non ebbe il tempo di rispondersi. Qualcuno suonò il campanello. Malvolentieri si alzò dalla poltrona e si diresse verso la porta. Il campanello suonò di nuovo, più volte.
"Qualcuno ha fretta" pensò.
Il campanello suonò di nuovo.
"Questo è davvero un rompicoglioni" pensò mentre stava aprendo.
"Lei sa chi sono e perchè sono qui" disse l'uomo con un accento strascicato.
"Sa anche che lei è in debito con me" continuò il visitatore inaspettato.
"E non mi sembra che lei stia facendo quello che le è stato chiesto" concluse.
"Cosa vuole, le mie scuse?"
"Non ci ho nemmeno pensato, non saprei cosa risponderle"
"Non facciamo giochi di parole, sono stanco, sto male" e svenne.
"Cazzo, questo qui sta male davvero!" dissero all'unisono i due agenti dei servizi segreti francesi, pronti ad ogni evenienza alle spalle di M. Taffery.
"E' stato avvelenato" disse poi uno dei due.
"Quando e da chi?" chiese il loro capo.
"Sul treno, perchè da allora non l'abbiamo più perso di vista. Da chi? non lo sappiamo ma lo immaginiamo"

Kate era la sospettata numero uno, anche se nessuno lo aveva ancora detto.

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